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Lavagna, la lettera diffamante verso il sindaco e angavaL che prende le distanze

Lavagna. Ha circolato, a Lavagna, una lettera – volantino da contenuti sostanzialmente diffamanti verso il sindaco Mangiante e almeno un altro membro della nuova giunta comunale (che volontariamente non riportiamo). Il contenuto è stato divulgato anche perché postato su Facebook. Sul fatto è depositata una denuncia alla stazione cittadina dei carabinieri (nella foto) che indagherà per risalire agli autori. L’associazione angavaL prende le distanze dal contenuto e dalla sua diffusione, avvenuta anche perchè il post (non la lettera di per sè) è di una persona vicina all’associazione stessa.

Ecco la puntualizzazione del presidente di angavaL, Andrea Giorgi:

“In qualità di Presidente della Organizzazione civica “angavaL Lavagna che cambia” ci tengo ad esprimere la indignazione personale e del direttivo tutto nei confronti del vile volantino mirato a destabilizzare alcuni membri della neo giunta Lavagnese.
angavaL è nota per aver sempre sottoscritto i propri comunicati, interpelli, esposti e/o denunce , usando sempre termini civili e legali e comunque mai rivolgendosi a situazioni personali bensì a realtà cittadine o scelte politiche.

Così continuerà la nostra attività e con la stessa correttezza, responsabilità e tracciabilità auspico lo faccia chiunque abbia intenzione di partecipare alla vita politico sociale cittadina locale.
Non ci sentiamo pertanto toccati da chi ipotizza vendette o invidie da parte di chi non ha vinto le elezioni: occorre semmai scandagliare altri tipi di delusione in un ambito di rara bassezza morale che non ci appartiene.
Il nostro lavoro nell’interesse della città e dei cittadini lo stiamo facendo già da tre anni anche senza essere stati sindaci … e continueremo a farlo con gioia, impegno e fiducia anche senza essere sindaci. Stigmatizziamo quindi il fautore ed il contenuto del messaggio dal quale prendiamo le distanze invitando chiunque a neppure commentarlo.

Vogliano i destinatari dell’insulto raccogliere la nostra solidarietà morale con l’invito Dantesco “non ti curar di loro ma guarda e passa” .

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