Chiavari. “Lascia più di una perplessità”, secondo Giovanni Melandri, portavoce del Comitato Giù le mani dal fiume Entella, “l’idea delle nuove condutture verso il depuratore di Chiavari, in divenire probabilmente quello comprensoriale, sotto il lungofiume Entella, che l’amministrazione ha intenzione di proporre a Regione, Ireti spa, ATO, Comune di Carasco, Enel, Telecom Italia e Italgas”.
Melandri aggiunge che la decisione della collocazione in fondo alla Colmata presenta l’immediata criticità dell’esposizione alle mareggiate che, ancora questo autunno, hanno causato avarie importanti ai depuratori di Santa Margherita Ligure e di Recco”. Ci sono da considerare, infatti, i costi “per nuove opere di difesa stimate tra i 10 e i 20 milioni di euro, oltre a quelli aggiuntivi di manutenzione delle stesse da prevedersi nel tempo, il cui onere ricadrebbe per intero sulle bollette degli utenti ATO, coincidente per i non addetti ai lavori con il territorio della ex Provincia di Genova”. Quindi, “l’invito è ancora una volta ad un ripensamento, prima di imporre al territorio scelte di cui ci si dovrebbe pentire per sempre”.