Lavagna. Il candidato sindaco Gian Alberto Mangiante critica l’avversario Guido Stefani, e la sua dichiarazione secondo cui “gli oltre nove milioni di euro arretrati finiti nei residui attivi sono la causa principale della problematica finanziaria del Comune”.
Dice Mangiante: “Sul punto è necessario chiarire che il candidato sindaco Stefani ha ricoperto la carica di assessore durante la giunta Vaccarezza rimasta in carica a tutto il 31 dicembre 2013. A tale data – prendendo a riferimento il rendiconto pubblicato sul sito del comune di Lavagna – il debito complessivo ammontava a 24 milioni e 700 euro e i dipendenti assunti erano 144 con un costo annuo di 4 milioni e 900 mila euro; inoltre i residui attivi erano 14 milioni e 500 mila euro!”. Mangiante punta dunque il dito contro gli anni dell’amministrazione di centro sinistra a riguardo dell’indebitamento di Palazzo Franzoni.
“Non basta: nel 2013 sono stati stralciati perché inesigibili residui attivi per un milione e 100 mila euro”, cioè già allora c’erano somme importanti non riscosse. La conclusione è che lo slogan “pagare in tempo, pagare tutti, pagare meno, dichiarato oggi dal candidato Stefani, dovrebbe trovare maggiore applicazione di parte di tutti”.