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Santa Margherita, la pratica dell’ex ospedale non passa

Santa Margherita. Finale a sorpresa, attorno alla mezzanotte e mezza, per la pratica più importante del consiglio comunale di Santa Margherita. Durante la fase delle dichiarazioni di voto e già pronunciate quelle (negative) delle minoranze (Alberto Balsi aveva indicato invece l’astensione) il sindaco, Paolo Donadoni, ha infatti ritirato la pratica, che prevedeva la modifica della scheda del 2012 per riportare sul mercato l’immobile di via Fratelli Arpe, di proprietà di Arte.

Per tutta la serata, in particolare, le minoranze avevano contestato la modifica della parte relativa all’edilizia residenziale pubblica, da “pari al 25%” a “sino al 25%” del totale: un passaggio non gradito, perché poteva ridurre la quota, anche se la giunta ha sostenuto che comunque la scelta definitiva sarebbe rimasta in capo al Comune e quindi alla prossima amministrazione. Altro punto contestato, l’introduzione di quella commerciale tra le nuove destinazioni possibili nel complesso, con argomento di risposta delll’amministrazione che, comunque, tale destinazione sia già prevista in quella zona. Dal canto proprio, l’assessore Peruggi e il sindaco Donadoni hanno puntato, soprattutto, sulla possibilità di realizzare un grande centro congressi nei 1.200 metri che sarebbero stati destinati all’uso pubblico.

Convocando i capigruppo e poi chiedendo l’opinione generale degli stessi, Donadoni ha proposto di eliminare dalla previsione la destinazione commerciale. “E’ l’impianto complessivo che non va bene”, la risposta, nelle dichiarazioni di voto. “Non è stato possibile trovare un accordo. Peccato”, ha risposto allora Donadoni, che, a quel punto, non aveva una maggioranza sulla pratica e che dunque ha annunciato a sorpresa: “La ritiriamo”.

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