Lavagna. Anche il candidato sindaco di angavaL, Andrea Giorgi, commenta la dichiarazione dello stato di dissesto del Comune di Lavagna. E’ critico verso le vecchie amministrazioni ma anche su come la situazione è stata gestita dalla commissione. La chiusura è all’insegna dell’ottimismo:
“Già il 6 dicembre 2018 la Corte dei Conti di Genova aveva bocciato il piano di riequilibrio presentato dal Comune di Lavagna dichiarandolo non attendibile.
Il Comune poteva fare ricorso alle sezioni riunite della Corte dei Conti di Roma, come ha fatto, ma fare un atto di umiltà allegando al piano di riequilibrio delle integrazioni contabili, come previsto dalla legge, che spiegassero i punti più controversi e illustrassero le misure meno chiare, in modo da rendere il piano di riequilibrio affidabile e veritiero.
Invece loro, i Commissari, hanno dato incarico ad un avvocato cassazionista di difendere il piano così com’era ed oggi è arrivato il verdetto finale: dissesto. Taluni hanno fatto da silenti spettatori; altri hanno addirittura plaudito e incensato i protagonisti.
Solo “angavaL – Lavagna che cambia” come un bravo e scrupoloso Padre di Famiglia ammoniva, metteva in guardia, non temeva di esporsi con critiche .
Oggi non è fallito solo il Comune: oggi purtroppo è fallita la nostra società .
Oggi si concretizza il disinteresse, la negligenza di chi potendo fare qualcosa non l’ha fatto, la malizia di chi ha in passato partecipato a quel banchetto prelibato.
Chi non si è aggregato alla voce fuori dal coro di “angavaL-Lavagna che cambia” quando protestava per il costoso ampliamento del parco macchine dei Vigili , per la costosa quanto abusiva trasformazione del centro sportivo della Besanza in centro accoglienza migranti, per la sciagurata quanto inutile vendita della prestigiosa Scuola Alberghiera … oggi capisce la differenza.
Purtroppo ancora una volta a pagare saranno i Cittadini: pagheranno le parcelle dell’ avvocato cassazionista che non è riuscito a dimostrare l’attendibilità del piano di riequilibrio e soprattutto pagheranno, per i prossimi cinque anni, le imposte comunali (eccetto la tarsu) ad aliquota massima, perchè così è previsto dall’art. 247 del Testo unico degli enti locali.
La commissione ad acta metterà in mobilità forzata alcune decine di dipendenti comunali, che ci auguriamo vengano ricollocati presso altri enti, e le imprese creditrici del Comune di Lavagna saranno pagate forse solo per parte del loro credito.
Quanto sopra in merito a quanto si è fatto.
La bella notizia, invece, riguarda quanto si potrà fare. Tanto, se non tutto. Con tempi più lunghi, ma con costanza.
Il Sindaco potrà riportare Lavagna allo stato di decoro e di pulizia, organizzando una raccolta differenziata più efficiente e un verde pubblico curato.
Potrà occuparsi del lungo Fiume Entella, valorizzando il sito di interesse comunitario dell’oasi faunistica dell’Entella.
Potrà occuparsi del porto, facendo sì che la redditività che produce come secondo porto turistico del Mediterraneo vada anche a favore delle casse comunali.
Potrà occuparsi della zona a mare, valorizzando le spiagge e i lidi di Cavi.
Potrà occuparsi della collina, «cenerentola» dimenticata da pressochè tutte le amministrazioni comunali.
Potrà occuparsi del commercio, del turismo, della cultura, della viabilità, e di tutte quelle piccole e grandi opere che daranno un nuovo benessere ai Cittadini di Lavagna.
Potrà dare vita, finalmente, ad un nuovo inizio per Lavagna e migliorare la qualità della vita dei suoi concittadini”.