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Diamanti e banche, ecco le storie delle vittime del Tigullio

Chiavari. Una madre che voleva garantire un futuro sereno al figlio disabile una volta che sarebbe rimasto solo, investendo i risparmi in diamanti; o una pietra preziosa per la moglie, over 50, alla quale non aveva potuto regalare un anello di fidanzamento quando era ragazzo o ancora il “gruzzoletto” per la nipote laureata.

Sono alcune delle storie provenienti dal levante genovese che approderanno in tribunale. Non solo i vip della canzone, dunque, fra i truffati, come il rocker Vasco Rossi, o la showgirl Federica Panicucci, che hanno fatto scalpore, ma anche gente comune. Risparmiatori che hanno confidato nelle parole di impiegati o direttori di banche.

Sei le persone, fino ad ora, che hanno chiesto aiuto alla Lega Consumatori della Liguria dopo essere state “invogliate” dai dipendenti delle banche ad investire, da un minimo di 20mila fino a 100mila euro in diamanti.

Le vittime delle banche sono di Carasco, Uscio, Chiavari e Lavagna ed ora attendono il compimento dell’iter giudiziario per ottenere indietro i loro soldi investiti; risparmi per oltre 350mila euro. Sono cinque gli istituti di credito nella bufera per questa vicenda.

Sul banco degli imputati ci saranno gli le banche ree, secondo l’accusa, di aver fatto investire risparmi in diamanti: pietre preziose che non sarebbero potute essere rivendute poiché la società proprietaria era fallita e quei beni non potevano essere “toccati” .

Il reato ipotizzato dagli inquirenti è truffa ai danni dei risparmiatori attraverso la vendita di diamanti.
“Dopo il fallimento di tutte le procedure di mediazione – dice l’avvocato Cristina Cafferata insieme ad Alberto Martorelli della Lega Consumatori Liguria –  per la mancata presenza dei rappresentanti delle banche, non ci è rimasto altro strumento che quello giudiziale: sono anni che le banche sapevano dell’impossibilità di rivendere le pietre ma hanno lasciato che il danno dei piccoli risparmiatori si aggravasse, con l’ulteriore elemento costituito dal fallimento della società IDB  e dalla conseguente procedura di insinuazione al passivo”.

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