Chiavari. Dopo la chiusura dell’Oasi di Belpiano e la modifica da Cas (Centro di accoglienza straordinaria) a Sprar (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del progetto di accoglienza di Recco, il Villaggio del Ragazzo ospiterà presso al Centro Franco Chiarella di Chiavari otto persone richiedenti asilo. Questo, grazie alla risistemazione, nell’area di Sampierdicanne dell’opera diocesana, della “Casetta gialla”, strutture su due piani dove, grazie anche al lavoro dei volontari, sono stati ricavati tre alloggi: due vanno direttamente ai migranti, uno servirà per ospitare un operatore in servizio notturno.
Così Federica Sambuceti, coordinatrice Area Migranti del Villaggio del Ragazzo:
«Nelle scorse settimane siamo stati contattati dalla Prefettura di Genova, che ci ha richiesto la disponibilità per effettuare delle accoglienze di emergenza nei confronti di richiedenti asilo che dovevano essere ricollocati dal CAS di Belpiano e dal CAS di Recco.
Il CAS di Belpiano ha chiuso definitivamente, mentre il CAS di Recco è stato trasformato in SPRAR, pertanto le persone accolte nel CAS non potevano continuare a essere accolte, in quanto lo SPRAR è un servizio di un altro livello. Dal CAS di Recco arriveranno nei prossimi giorni sette uomini, mentre da Belpiano è già arrivato nella giornata di ieri un ragazzo presso la ”Casetta gialla” accanto al Centro Franco Chiarella.»
Il commento del presidente del Villaggio prete Rinaldo Rocca:
«Il progetto diocesano di accoglienza, entro cui rientra anche la Casetta gialla del Centro Franco Chiarella, prevede piccole unità di accoglienza diffusa che permettono di essere attenti ed efficaci nei confronti delle persone accolte, grazie, per esempio, a percorsi di apprendimento della lingua e a esperienze di tirocinio lavorativo non appena i documenti lo consentano. Sono tutte cose a nostro avviso importantissime, proprio perché non si tratta di attivare una semplice ospitalità in attesa di nulla, ma di dar vita a un’esperienza animata dal desiderio di poter integrare delle persone con la loro dignità e con una possibilità di futuro concreta.»