rubrica

Monitor – Tra palco e realtà

SE IL TIGULLIO PENSA A CHIAVARI
CAPOLUOGO METROPOLITANO

Leggendo la trama dello spettacolo benefico “Anemmu a Zena” a favore delle famiglie delle vittime del Ponte Morandi, che i sindaci del Tigullio e Golfo Paradiso, assessori, consiglieri regionali, parlamentari, metteranno in scena sabato 23 marzo, alle 21, al Teatro della Corte di Genova, viene in mente che Arlecchino si confessava ridendo e scherzando.
Il riferimento alla maschera-simbolo del Belpaese non è casuale. Perché ridendo e scherzandoci su, molto spesso si dice anche la verità. E’ il caso dei sindaci del Levante che nella trama dello spettacolo satirico, presentano una mozione per trasferire la sede della Città Metropolitana nel Levante, da Genova a Coreglia Ligure, borgo montano di duecentocinquanta anime in Val Fontanabuona.
Fuochino. In realtà, da parte dei sindaci, la voglia di mettere nero su bianco un documento che assegni al Tigullio una sede per dare più autonomia territoriale alla Città Metropolitana c’è davvero. Azzardiamo anche un nome, che non è Coreglia Ligure, bensì Chiavari. Location che, guarda caso, lo spettacolo dei sindaci sabato abbandonerà per la prima volta a causa della la chiusura (si spera temporanea) dello storico Teatro Cantero, secondo una mai scritta la legge (metropolitana) del contrappasso.
Ma adesso godiamoci lo spettacolo di sabato prossimo alla Corte. Per una nuova capitale metropolitana del Tigullio c’è tempo, le danze sono aperte.
Fino a domenica 26 maggio.

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