“Chiavari nel Parco di Portofino”, Levaggi, Colombo e Garibaldi vogliono un consiglio comunale

Chiavari. «Il sindaco Di Capua e il suo inviato a Roma Segalerba hanno rifiutato di inserire Chiavari, e in particolare il Monte delle Grazie, dentro i confini del futuro parco nazionale prendendo l’iniziativa da soli, senza nessun momento né di confronto né di consultazione con la cittadinanza. Siccome la città, per quanto la amministrino, non è di loro proprietà, lo riteniamo un fatto molto grave».

Lo dicono i consiglieri di minoranza del gruppo “Noi di Chiavari”, che hanno presentato domanda di convocazione di un consiglio comunale, per un discussione pubblica del tema,  «vista l’importanza, sotto il profilo ambientale, economico, turistico, sociale e di immagine dell’eventuale ampliamento dei confini del Parco di Portofino, e vista la sua rilevanza a livello mondiale».

“Noi di Chiavari” esprime una posizione favorevole all’ingresso delle Grazie nel futuro parco nazionale: «Vogliamo impegnare l’amministrazione ad intraprendere un percorso partecipato, con i cittadini e le istituzioni che li rappresentano, in modo che su questo argomento possano essere prese, in maniera costruttiva, le migliori decisioni per il futuro della Città di Chiavari e del comprensorio, ottenendo una vera tutela ambientale e il rilancio turistico del territorio del Levante ligure. Una decisione di tale portata non può esser presa da un semplice consigliere comunale. Siccome questa amministrazione, e noi lo condividiamo, ha detto più volte di voler tutelare l’ambiente e in particolare la Collina delle Grazie, riteniamo che questa occasione del Parco Nazionale non vada assolutamente persa».

Ricordiamo che è il ministero dell’Ambiente, sentiti gli enti locali, che dovrà stabilire i confini del nuovo parco nazionale e per questo, la scorsa settimana, sono stati convocati a Roma i sindaci interessati. Antonio Segalerba, al termine della riunione, aveva detto che, essendo necessaria la contiguità territoriale, la contrarietà delle amministrazioni di Rapallo e Zoagli ad essere incluse rendeva comunque impossibile l’inserimento nei confini dell’area delle Grazie.