Alloggi della Regione in vendita a Genova e nel Tigullio

Genova. Ci sono anche alloggi di Rapallo, Santa Margherita e di diverse località della Fontanabuona nell’elenco di quelle dove Regione Liguria, in base ad una decisione della giunta Toti, darà presto corso alla vendita di (in totale, Genova compresa) 384 alloggi di edilizia residenziale pubblica intestati ad ARTE.

Gli introiti delle vendite, che si stimano in oltre 13 milioni saranno investiti nella manutenzione degli alloggi popolari sfitti (11 milioni) e nella costruzione di 15 nuovi alloggi da realizzarsi secondo un nuovo sistema modulare prefabbricato a costi contenuti con alte prestazioni energetiche (2,5).

Gli alloggi messi in vendita distribuiti in tutta Genova e provincia saranno proposti all’assegnatario, in via prioritaria e messi in vendita ad un 20% in meno rispetto al valore che risulta applicando un moltiplicatore pari a 100 alle rendite catastali.

Le zone interessate dal piano vendita a Genova sono: Staglieno, Oregina, Pra-Voltri, Quezzi, Sampierdarena, Sestri Ponente, Rivarolo, Marassi, Sant’Eusebio e Molassana.

In provincia di Genova: Busalla, Campoligure, Ceranesi, Orero, Ronco Scrivia, Borzonasca, Campomorone, Cicagna, Favale di Malvaro, Lumarzo, Mele, Moconesi, Neirone, Sant’Olcese, Rapallo, S. Margherita, Sori.

 “Abbiamo deciso di dare il via ad un piano di vendita per dare l’opportunità agli inquilini che da tempo abitano negli alloggi di Arte di poter diventare proprietari degli appartamenti e poterli lasciare in futuro ai propri familiari, come loro stessi hanno richiesto –  commenta l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola – Inoltre il piano di vendita consentirà  di ottenere risorse significative che si andranno a sommare ai finanziamenti che già Regione Liguria impegna per la riqualificazione e nuova costruzione di edilizia popolare, permettendo ad ARTE Genova di investire cifre importanti sul territorio. Per questo ci auguriamo che il piano vada a buon fine, saranno ceduti solo gli alloggi situati in condomini nei quali la proprietà pubblica risulta inferiore al 40%, o in immobili i cui costi di manutenzione o ristrutturazione risultano particolarmente gravosi per l’Azienda”.

Nella foto un panorama di Borzonasca, una delle località interessate.