Il Pd di Rapallo punta ancora sulla coalizione

Rapallo. «Il PD non oppone veti pregiudiziali verso nessun simbolo e verso nessun nome, chiedendo la stessa cosa ai suoi potenziali alleati, non impone alcun candidato e si è sempre dimostrato aperto in tutte le trattative intercorse».

Lo dicono il segretario del Pd Tigullio, Alessio Chiappe, e il segretario del circolo di Rapallo, Giorgio Gianello, che oggi pomeriggio, nella sede di via Venezia, hanno presentato il percorso che si intende affrontare, in vista della scelta di un candidato sindaco o, si spera ancora, di una coalizione. Il 3 marzo non si faranno primarie sul candidato sindaco ma «il Circolo PD Rapallo, domenica 3 marzo, in occasione delle Elezioni Primarie per la Scelta del Segretario Nazionale del partito, consulterà i suoi iscritti ed elettori in merito alle Elezioni Amministrative proponendo la compilazione di un questionario che toccherà diversi temi: dal giudizio sull’amministrazione uscente, un giudizio sulla qualità della vita e sui servizi offerti ai cittadini di Rapallo, sulle priorità da dare al prossimo programma amministrativo ed un indicazione aperta di preferenza sulle persone da mettere in campo alle prossime elezioni. Gli esiti della consultazione saranno messi a disposizione nel lavoro di costruzione della coalizione come contributo del Partito Democratico nella definizione della stessa».

Spiega Chiappe che, in chiave alleanze, dal gruppo di “Rapallo in Comune” «non c’è ancora stata una risposta ufficiale».  Per adesso, però, «con i soggetti con i quali ci siamo incontrati continuiamo un progetto di collaborazione e non chiudiamo porte. Non ci fossero le possibilità, si farà un percorso maniera autonoma». Così nel questionario del 3 marzo «in maniera aperta ci sarà la possibilità di esprimere una indicazione su una persona».

«Rapallo più di prima sta andando verso destra – dice Gianello – Con l’entrata della Lega nella coalizione di Bagnasco. A me interessa la conduzione dell’amministrazione, io non contesto il sindaco come persona ma i rapallini non capiscono perché ci sono sempre stesse persone».