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“A Lavagna serve un tecnico. E alle spalle non ho nessuno”. Mangiante lancia la sfida

Lavagna. Ha presentato oggi la propria candidatura a sindaco, Gian Alberto Mangiante, storica famiglia lavagnese, ultimo presidente dell’Ordine dei commercialisti del Tigullio.

Dal point allestito di fronte all’ufficio postale, con i giornalisti, non scende nei dettagli del programma: “Sarà simile per tutti i candidati… Sicurezza, degrado, legalità…» ma lancia la propria sfida basandola, in primo luogo, sul prestigioso curriculum di commercialista e revisore dei conti: «A Lavagna oggi serve un tecnico per uscire dal dissesto finanziario». Le colpe della situazione di Lavagna? «Non mi appassiona andare a ricercare il passato. Preferisco risistemare per ripartire:  ecco perché nel manifesto indichiamo come slogan “Ripartiamo insieme, scegli Lavagna”». Nel logo, invece, compare lo stemma di Lavagna ed un volatile: «E’ una gru cenerina. Me ne parlava mio papà, si vedevano alla foce dell’ Entella».

E’ presto anche per parlare della lista: «Le persone che fanno parte oggi del gruppo operativo hanno tutte una professionalità. Voglio una giunta tecnica, c’è bisogno di questo. Aspettiamo di chiudere il programma e poi dopo faremo incontri in sette zone della città, a partire da fine febbraio. Allora presenteremo programma e liste».

Però, il passaggio atteso arriva: «Solo chi non mi conosce può pensare che ci sia qualcuno dietro di me». Nessuno “sponsor” del passato politico cittadino, rivendica Mangiante, insieme al carattere civico (con possibili appoggi dal centro destra. I rumors parlano della Lega) e indipendente della lista: «Le persone sono quelle che vi presenteremo e basta. Non chiudo ai partiti ma chi vorrà sostenere dovrà condividere l’impostazione nostra».

Mangiante si sofferma sullo stato di dissesto che rischia il Comune di Lavagna: «Tecnicamente, è quando l’ente non garantisce l’assolvimento dei servizi indispensabili e quando vi siano crediti di terzi, non trattati con le procedure ordinarie. Quindi, dichiarato il dissesto, all’interno del Comune ci sarà gestione parallela, dedicato a straordinario e pregresso, affidata ad un organismo esterno, che si occuperà della liquidazione dei debiti. Il resto, sarà in capo alla nuova amministrazione». Quindi, «i cittadini devono essere informati, non raggirati e illusi. E’ tutto molto vincolato: io dico che lo è per fortuna, vedo la situazione di dissesto come una opportunità, perché i debiti si pagheranno in parte e senza andare ad appesantire la gestione corrente».

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