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“San Francesco: i problemi non si risolvono posticipando”

Rapallo. Così le liste “Libera Rapallo” e “Rapallo Civica”, che sostengono la candidatura a sindaco di Andrea Carannante, commentano l’evolversi della situazione nel cantiere alla foce del San Francesco:

Libera Rapallo e Rapallo Civica hanno affrontato, nelle scorse settimane, il tema dei lavori alla copertura del San Francesco, con approfondimenti video e comunicati stampa, per contribuire ad una informazione completa in favore della cittadinanza.

Non si vedono ancora sul lungomare le travi per la copertura dell’alveo del Torrente nella prima porzione di cantiere.

Forse, potremmo vederle sfilare fra due settimane sulle strade della nostra città: ma il forse è assolutamente d’obbligo, visti i ripetuti annunci sul loro arrivo, mai rispettati.

Con la posa delle travi, i completamenti alle strutture e la sistemazione al contorno, la prima porzione di cantiere terminerà a metà aprile; se tutto andrà bene.

Una conclusione in ritardo quindi di otto mesi rispetto al cronoprogramma.

Un trascinamento di cantiere che sfiora purtroppo quasi il doppio della durata del cantiere stesso. Roba da record.

Una brutta figura, che diventa ancora più allarmante leggendo il recente comunicato stampa con il quale l’Amministrazione Comunale annuncia di voler interrompere, una volta chiuso il cantiere del Polipo, la seconda parte di lavori alla copertura del Torrente, per poi riprenderli in ottobre al fine di non creare disagi alla collettività tutta.

Di questi disagi ne eravamo certi avendo dichiarato che una nuova stagione estiva sarebbe stata compromessa a svantaggio degli operatori commerciali, dei cittadini e dei turisti.

Ma i problemi non si risolvono posticipando gli impegni mancanti, ma gestendo con puntualità quelli presi in precedenza.

Atteggiamento che non ha caratterizzato la conduzione di questo cantiere.

Con la ripresa dei lavori ad ottobre e la durata prevista degli stessi di 5 mesi, dovremo prepararci ad avere enormi disagi a Natale 2019, con possibili ripercussioni a Pasqua 2020.

Renne e pecorelle sono avvisate”.

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