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Partecip@ttiva: “Siamo sempre contro alla diga Perfigli”

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Chiavari. Di seguito, la nota inviata dalla presidente Stefania Lenzi, per il movimento di Partecip@ttiva, che esprime un gruppo di opposizione a Cogorno e con Giorgio Canepa fa parte della maggioranza a Chiavari:

“Ci eravamo illusi che la politica avesse aperto gli occhi e chiuso definitivamente questo

progetto nell’armadio degli errori. Invece, ci ritroviamo ancora oggi a dover dibattere di una folle idea di trasformare la piana dell’Entella sul modello Val Bisagno. Un’idea nata nel 2002 dalla

Regione Liguria che riunisce attorno al tavolo i comuni della piana dell’Entella per condividere

l’illusione di risolvere “la messa in sicurezza”, “la viabilità”, rilanciare lo “sviluppo economico della vallata” con l’aiuto dei fantomatici 8 milioni di euro di finanziamento ministeriale.

Nel frattempo, però, le cose sono cambiate: i cittadini hanno iniziato a prendere coscienza della situazione e l’alluvione del 2014 ha ricordato che non dobbiamo avere paura del fiume ma dei suoi affluenti da decenni dimenticati, deviati, tombinati e occlusi. Ma questo la politica non lo vede, anzi, con una ambigua trasversalità che vorremmo ritrovare su altre questioni, riesuma un progetto approvato nel 2013 e lo rilancia, forse per anticipare la sentenza del Tribunale Superiore delle

Acque Pubbliche, forse per metterlo al riparo dal prossimo voto amministrativo.

La politica è anche altro visto che, da quasi dieci anni, Partecip@TTIVA continua a ribadire il proprio NO a questo progetto e, soprattutto, a questa idea di messa in sicurezza del territorio, sostenendo il comitato “Giù le mani dal fiume Entella”, portando ripetutamente in Consiglio Comunale a Cogorno le ragioni del NO, organizzando incontri pubblici per dimostrare

l’infondatezza ed i pericoli cui si andrebbe incontro e, dallo scorso anno in quanto all’interno della maggioranza del comune di Chiavari, approvando un ordine del giorno contrario all’opera, contrarietà ribadita con le obiezioni sollevate nella recente conferenza dei servizi per il rilancio della stessa.

Da anni, Partecp@TTIVA chiede l’attuazione di misure quali la rimozione della barra sabbiosa alla foce dell’Entella, il ripristino delle sezioni originarie degli affluenti, la salvaguardia delle aree golenali dell’intero bacino imbrifero dei principali torrenti Lavagna, Sturla e Graveglia e la

manutenzione del reticolo idrico minore, misure che nulla hanno a che vedere con nuove dighe o argini, utili solamente a cambiare il colore sulle mappe dei piani di bacino. Per questo siamo sempre disponibili a incontrare cittadini e amministratori per spiegare le ragioni del NO”.

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