Sentenza d’Appello: il Comune deve 3,2 milioni alla Porto di Lavagna

Lavagna. E’ stata sfavorevole al Comune di Lavagna la sentenza della Corte d’Appello di Genova su una causa lunghissima, intentata, addirittura nel 1986, dalla Cala dei genovesi, allora concessionario del porto, ed ereditata dalla Porto di Lavagna Spa.

La notizia appare sul “Secolo XIX” di oggi: al terzo passaggio alla Corte d’Appello, dove è stata rimandata due volte dalla Cassazione, il tribunale ha dato ragione alla Porto di Lavagna, giudicando il Comune inadempiente rispetto agli obblighi sanciti da una convenzione del 1983. In particolare, fondi versati dalla Cala dei genovesi per la realizzazione di opere di accesso al porto sarebbero stati stornati dall’ente pubblico per la costruzione del pronto soccorso dell’ospedale.

La tesi del Comune era che, nel frattempo, le opere fossero state tutte realizzare e che quelli utilizzati altrove fossero solo 500milioni di euro, a fronte di un totale di 2,7 miliardi. Il riconoscimento dell’inadempienza, però, costa caro. Secondo la sentenza, Palazzo Franzoni deve rimborsare alla società della famiglia Mazreku 1,9 milioni di euro di somme versate in passato più 1,3 milioni di interessi accumulati dal 1986 ad oggi. Non è stata riconosciuta, invece, una richiesta ancora più onerosa da parte del porto, ovvero il risarcimento danni, per cui si parlava di 12 miliardi di lire. Pare che non cambino le valutazioni sullo stato di dissesto del Comune perché questa cifra era già stata considerata tra le passività da ripianare.