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Si levano le voci dei contrari alla “Diga Perfigli”

Lavagna. Si sono succedute, in queste ore, dopo l’ultimo dibattito in consiglio regionale, le prese di posizione di chi è contrario al progetto di nuova sponda lungo l’Entella ormai noto come “Diga Perfigli”.

«I politici passano, i danni restano – commenta Giovanni Melandri, presidente del comitato Giù le mani dal fiume Entella -. Di questo ne sa qualcosa proprio il Comune di Lavagna, su cui potrebbe essere presto dichiarato il dissesto finanziario, a causa della cattiva gestione delle precedenti Amministrazioni.

Nuove nubi si addensano, tuttavia, in primo luogo, ancora una volta,  proprio sul Comune di Lavagna, che non derivano da fenomeni meteorologici estremi, ma probabilmente da qualcosa di peggio, visti i  pericoli permanenti ed irrimediabili, che potrebbero essere causati dalla strana, ma non inconsueta intesa tra l’Assessore Regionale alla protezione civile Raul Giampedrone ed il Consigliere PD Luca Garibaldi, per la ripresa delle procedure per la costruzione della famigerata diga Perfigli sul fiume Entella.

Oltretutto è previsto un finanziamento aggiuntivo di oltre € 700.000,00 per partire con i lavori, rispetto agli € 8.000.000,00 stanziati da tempo.

Siamo in attesa da oltre 4 anni del ripristino delle sponde crollate del fiume dopo gli eventi del 2014; non si affronta la questione dell’insabbiamento della foce, ma i soldi per fare disastri sembrano non mancare mai.

Di fronte a questi dati di fatto, che denotano, a parere del Comitato, la talvolta ottusa sfrontatezza del potere politico-amministrativo non si può che provarne profonda indignazione».

Il MoVimento 5 Stelle di Lavagna, tramite il suo portavoce Daniele Di Martino, torna a ribadire la contrarietà alla cosiddetta “Diga Perfigli” che si scopre sempre di attualità e di interesse per il Partito Democratico che in Regione ne stimola l’avvio. Opera che viene ad essere condivisa ed  approvata anche dalla Giunta Toti, che per tramite del suo assessore competente Giampedrone, rassicura il Consigliere Luca Garibaldi sulle procedure per l’avvio dei bandi di gara. Con l’occasione ci fanno sapere che un’opera inutile e forse pure dannosa, verrà a costare ai cittadini anche 700.000 euro in più.  Sicuramente il costo è cresciuto più dell’inflazione.

Sottolineiamo con forza, il volta faccia della Giunta di Centro Destra sul tema, dato che lo stesso Toti si espresse in modo contrario nel 2015.

Sposiamo appieno le parole del nostro deputato Roberto Traversi che sottolinea la presenza del ricorso al Tribunale delle Acque, ma soprattutto con Lui evidenziamo tutte le difficoltà che Lavagna sta affrontando, sia dal punto amministrativo con un probabile dissesto del Comune e tutte le conseguenze che esso comporterà per la città che già soffre uno scioglimento del Comune.

Dice, appunto, ancora Traversi: « Questa opera fu già oggetto della campagna elettorale lavagnese del 2014, e possiamo dire che comunque la cittadinanza si espresse per quasi l’80% contro la Diga. Chi la sostenne decise scientemente di andare a sbattere contro un muro.

Negli ultimi 4 anni Lavagna ha subito, uno scioglimento del Comune per ‘ndrangheta, si riscopre sull’orlo del dissesto finanziario, ha subito da ultimo ingenti danni dalle mareggiate lungo tutto il litorale, ha un tessuto economico cittadino in crisi, la tassazione Imu, Tasi e Tari sono ai massimi, e l’unico interesse del Consigliere Garibaldi è la Diga Perfigli?

Nel mentre la Regione Liguria che si spese in campagna elettorale per la contrarietà all’opera ha cambiato idea, concetto ribadito già più volte da Giampedrone».

Laura Corsi, candidata sindaco di “100% Lavagna”, commenta: « Come noto il progetto della  diga detta “ Perfigli” è stato oggetto di una vibrata opposizione da un folto gruppo di cittadini che hanno portato la vicenda all’attenzione del Tribunale Superiore delle Acque. Suscita un certo sgomento e un senso di incredulità leggere oggi che alcuni, benché le competenti autorità giudiziarie non si siano ancora espresse, ritengano necessario ignorare ogni norma di buon senso e tirare dritto per non meglio identificate ragioni economiche. Che cosa accadrebbe se, come  speriamo, il Tribunale Superiore delle Acque rispondesse negativamente al progetto? I costi conseguenti al proseguimento di un intervento tanto oneroso quanto inutile e dannoso, chi li pagherebbe? i sostenitori  di un intervento ancora soggetto a un delicato giudizio oppure, come al solito, i cittadini?».

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