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Mareggiata, il vertice a Lavagna con Toti: i sindaci parlano di 15 milioni di danni

Lavagna. Il vertice di Palazzo Franzoni con il presidente della Regione, Giovanni Toti, e l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone permette una stima dei danni della mareggiata di un mese fa nel Tigullio Orientale.

Chiede sostegno il sindaco di Sestri Levante, Valentina Ghio, che indica danni per 8 milioni tra porto, Baia e Renà.

L’amministrazione commissariale di Lavagna indica 100mila euro, più i quattro pennelli che dovrebbero avere danni per mezzo milione. I privati, a Lavagna, hanno danni da 100mila euro, ma per i balneari la stima è addirittura di un milione e 700mila euro e l’acquacoltura Aqua stima la bellezz di 3 milioni e 700mila euro per la perdita del pesce.

Fabrizio Licordari, presidente nazionale Assobalneari paragona la forte mareggiata a un terremoto: “Dobbiamo investire sul territorio, tra sei mesi/ un anno non possiamo ritrovarci a fare una riunione come questa”. Poi consegna  a Toti un documento sulla situazione attuale e fatto il punto sulle concessioni demaniali che, se non ci saranno proroghe, scadranno nel 2020.

Sostanzialmente risparmiata Chiavari, ma il sindaco Di Capua interviene per chiedere “investimenti in opere di difesa a mare” e “meno burocrazia”.

 

Dalla costa all’entroterra. E’ intervenuto anche il sindaco di Ne, cesare Pesce, per chiedere un sopralluogo da parte della Regione in alcune zone interne della valle. Problematiche persistono lungo la strada di Statale. “Noi abbiamo ancora ferite dal 2014”. I danni a Ne sono pari a 500 mila euro.

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