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Da gennaio il blocco chirurgico di Sestri Levante viene trasferito a Lavagna

Sestri Levante. Mentre sono certi i primi trasferimenti di reparti da Sestri Levante a Lavagna, permane incertezza sulla precisa organizzazione che si vorrà dare, in futuro, al polo di Sestri, che il piano socio – sanitario regionale individua come polo riabilitativo e oncologico ma senza ulteriori precisazioni, secondo quanto lamenta il sindaco, Valentina Ghio, che pone, in particolare, cinque questioni. Ecco il testo integrale diffuso, oggi, dal Comune di Sestri Levante con l’intervento della prima cittadina:

“Perché Regione Liguria non vuole dire in modo specifico cosa farà del polo ospedaliero di Sestri Levante? L’ultima risposta dell’Assessore Viale alla mia richiesta di trasparenza e informazione corretta è stata: “C’è scritto nel Piano Socio Sanitario Regionale e se ne è parlato in Conferenza dei Sindaci”. Una risposta laconica e poco rispettosa nei confronti della cittadinanza di Sestri, che attende da tempo chiarezza.”

“Siamo di fronte ad un polo ospedaliero che da tre anni ha due piani vuoti, nessun nuovo servizio o potenziamento dell’esistente. Si progettano riorganizzazioni, ma nessuno ha mai voluto presentare in modo specifico ai Sindaci e in Consiglio Comunale quello che succederà.

Nelle occasioni ufficiali in cui si è potuto parlare di sanità nel Tigullio, solo su mia sollecitazione è stato sollevato il tema di Sestri Levante, nelle Conferenze dei Sindaci, e mi è sempre stato risposto che “Regione Liguria doveva ancora approvare questo o quest’altro atto”, fornendo una generica esposizione di intenzioni di organizzazione, a cui ho sempre risposto avanzando perplessità e manifestato sempre la piena disponibilità a ragionamenti comuni nell’interesse del territorio, con dati concreti a supporto, tempi e investimenti definiti per la riorganizzazione. Nessuna risposta è mai stata data.

Nel frattempo il trasferimento di reparti e servizi pare si stia portando avanti, sottotraccia, senza un’assunzione di responsabilità e un confronto trasparente con la comunità locale.

Penso sia il momento di chiarire alcuni aspetti concreti, senza rinvii e mancate risposte: da gennaio verrà spostato a Lavagna sia il reparto di Urologia, di Otorinolaringoiatria e il blocco chirurgico di maggiore complessità a Lavagna (unico aspetto condiviso perché motivato da ragioni oggettive di rafforzare il polo centrale per acuti a Lavagna). Tra le intenzioni della Regione e dell’Asl pare vi siano quelle per cui il blocco chirurgico di Sestri verrà svuotato anche della chirurgia a bassa complessità (day surgery e week surgery), portandolo a Rapallo, nonostante siano stati fatti nuovi investimenti nelle sale operatorie di Sestri ancora nei ultimi mesi.

Questa intenzione, (di cui non comprendiamo le ragioni sanitarie oggettive se non un mero risparmio, ovviamente a scapito di Sestri Levante), comporta ulteriori svuotamenti dei reparti e un indebolimento dell’offerta sanitaria del Polo di Sestri. Un polo che – negli annunci della Regione – doveva determinare un grande potenziamento dei servizi ambulatoriali e diagnostici (visto che Sestri veniva individuato come ospedale di distretto) e della riabilitazione con incremento di posti letto e di nuove specializzazioni riabilitative tutt’ora non presenti.

Ad oggi nulla di tutto questo è accaduto: quello che è certo è quanto è già stato e sarà tolto; quello che non si conosce è se e quando verranno fatti investimenti e arriveranno nuove specialità.

Per cui, per rispetto nei confronti dei cittadini, vi sono cinque questioni specifiche che meritano un chiarimento, e la cui risposta non potrà essere derubricata ad un generico rinvio

ad atti e dichiarazioni che non contengano dati, indicazioni operative, progetti concreti, tempi e risorse definite:

  1. Da gennaio come saranno rafforzati i servizi radiologici (Ecotomografia, Rx tradizionale, risonanze magnetiche, per citare le principali), in termini di personale, turni e ampliamento dell’orario per gli utenti, visto che si parla di Sestri come “ospedale di territorio”?

  2. Come si configurerà il ventilato rafforzamento di servizi ambulatoriali, dei prelievi, e quello degli ambulatori di base, ortopedico, neurologico, ad esempio?

  3. In che cosa consiste il potenziamento della riabilitazione? Quanti posti letto aggiuntivi saranno assegnati a questo servizio e quale l’incremento del personale? Quali sono le risorse, gli investimenti in personale e macchinari, e i tempi di attuazione?

  4. Visto che la strategia della Regione è quella di una riorganizzazione senza “doppioni”, Sestri Levante sarà l’unico polo riabilitativo dell’ASL?

  5. Anche in considerazione del rafforzamento – finora solo sulla carta – del Polo Oncologico, come continuerà a svolgersi l’attività senologica e di anatomia patologica nei prossimi anni, con che investimenti di personale e con che tipo di attività?

Quello che sulla stampa e senza un confronto di dati e numeri viene sbandierato come un potenziamento, in realtà si sta dimostrando uno svuotamento mascherato. Negli ultimi tre anni, continuano a venire tolti reparti, viene indebolito l’Ospedale da funzioni centrali, e non c’è nessun investimento sull’offerta sanitaria di Sestri Levante.

Si dice che è un polo oncologico, ma non si capisce come potrà operare al meglio, questo polo. Si dice che è un polo riabilitativo, ma finora non vi è alcun investimento, né in personale nè in macchinari.

Si dice che è un ospedale con integrazione territoriale ma i servizi ambulatoriali sono sempre più in difficoltà, con riduzione di possibilità di prenotazione.

Si parla di medicina multidisciplinare ma come può operare un attività pneumologica se la radiologica non è potenziata, per fare un esempio?

Regione Liguria non può continuare a far finta di nulla, decidendo di togliere attività, sperando che qualcuno non se ne accorga, e promettendo di investire in un futuro, ma di fatto riducendo i servizi della sanità della Val Petronio, della Val di Vara e del Tigullio Orientale, senza un confronto con il territorio”.

 

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