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Italia Nosta: perché non va l’intervento sul sentiero delle Gave

Santa Margherita. Nessuna obiezione sui lavori attuati sul percorso Portofino Vetta – Portofino Mare, molte perplessità, da chiarirsi con i documenti, circa quelli tra Nozarego, Paraggi, il Mulino del Gassetta e Portofino, pur non avendo presentato nessun esposto. Ecco la risposta di Italia Nostra sezione Tigullio al presidente della Regione Toti, che aveva parlato di “ambientalismo castrante”.

“Non risulta a chi scrive che, allo stato, Italia Nostra abbia fatto alcuna denuncia o esposto – spiega la nota diffusa dall’associazione -. Si ha notizia che i Carabinieri Forestali avrebbero fatto un sopralluogo sul sentiero delle Gave. Questo è normale: forse ci si dimentica, di tanto in tanto, che le autorità che svolgono la vigilanza possono anche agire d’ufficio. Evidentemente i Carabinieri si sono attivati motu proprio sull’onda delle notizie che notoriamente da giorni corrono intorno alla questione o, forse, per ordine di una delle Autorità preposte al controllo. Peraltro non si deve dimenticare che anche il Parco ha ancora – per fortuna, e nonostante gli insufficienti trasferimenti di risorse da parte della Regione – qualche organo interno che può svolgere funzioni di vigilanza”.

Italia Nostra chiarisce anche di non aver “mai avuto nulla da obiettare circa gli interventi del Genio Militare sulla forestale, che consistono in piccoli e necessari lavori di messa in pristino in alcuni punti in cui si erano verificati smottamenti, nonché il taglio di alberi caduti sulla strada”.

Diverso il discorso per il sentiero delle Gave, sul quale l’associazione fa richiesta di atti: “E’ effettivamente interessato da molteplici interventi (posizionamento di rete elettrosaldata coperta con cemento, allargamento del sentiero in diversi punti con rottura della roccia, allargamento del sentiero attraverso palificazione in legno ecc..). Tali interventi sarebbero connessi all’idea dei Comuni interessati di rendere il sentiero percorribile da scooter. Evidentemente, se così fosse, si tratterebbe di lavori di rilievo e non privi di impatto, giacché il percorso non è breve ed è piuttosto accidentato, in alcuni casi abbastanza ripido e in più punti costituito da gradini. Si tratterebbe di un intervento impattante, oneroso e non realizzabile in tempi molto brevi (quindi non molto compatibile con i tempi dell’urgenza), inoltre gli interventi descritti hanno carattere di definitività e non si tratta di opere provvisorie. Non si è al momento compreso se gli interventi in questione siano supportati da un qualche “titolo”: in effetti, non si sono reperiti, fino ad ora, provvedimenti riferibili ai lavori in questione. Stando così le cose, la scrivente sezione si era recentemente determinata a formulare istanza d’accesso presso i Comuni di Santa Margherita e Portofino al fine di poter prendere visione di provvedimenti posti a monte dei lavori e di chiedere agli stessi Enti quali fossero le loro idee riguardo al percorso”.

La risposta a Toti non si lascia attendere: “Non ci pare che il descritto interessamento possa “castrare” le possibilità di sviluppo del territorio. La scrivente Sezione del Tigullio si sente vicina alle persone residenti nelle zone colpite dalle recenti calamità naturali e comprende che la tutela stessa dell’ambiente e del paesaggio comporti la necessità che il territorio possa essere “vissuto”, sia pure in maniera rispettosa dei valori ad esso connaturati, da parte dell’uomo. E’ il senso di rispetto per quel particolare e sensibile territorio che ci spinge a vigilare perché gli interventi dettati dalla necessità e dell’urgenza del momento non siano in realtà inutili e, anzi, controproducenti e non finiscano per compromettere irrimediabilmente quei valori di cui i residenti stessi e tutta la collettività beneficiano.  Ci sia consentito dire che poco ci fidiamo del fatto che una simile sensibilità sia propria anche del Presidente della Regione: è infatti una ben strana sensibilità ambientale quella di chi intende, ad esempio (e stando a quanto sembra emergere dai disegni di legge in itinere), operare la definitiva cancellazione dell’ipotesi del nuovo parco regionale del Finalese, abolire il Parco naturale regionale di Montemarcello – Magra-Vara, Abolire le aree contigue del Parco dell’Aveto, remare contro l’estensione dei confini del costituendo Parco Nazionale di Portofino”.

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