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Regione, dal 6 al 16% più quote fisse: ecco di quanto sono stati ridotti i vitalizi

Liguria. Riportiamo come l’ufficio stampa del consiglio regionale descrive il provvedimento, approvato oggi, che riduce i vitalizi degli ex consiglieri e il relativo dibattito tra quelli attuali:

La  legge disciplina gli interventi per la riduzione dell’assegno vitalizio mensile, tali riduzioni sono applicate a partire dal primo giorno del mese successivo all’entrata in vigore del provvedimento e per il successivo triennio. Gli importi lordi degli assegni mensili vitalizi sono ridotti secondo le seguenti modalità: nessuna riduzione per gli importi fino a 1500 euro lordi mensili; per gli assegni fra i 1501 e i 2 mila euro lordi mensili è applicata una riduzione del 6% sulla parte eccedente i 1.500 euro; per gli assegni fra i 2001 e i 3.500 lordi mensili è applicata una riduzione di 30 euro oltre al 9% sulla parte eccedente i 2.000 euro; per gli assegni fra i 3501 e i 5 mila euro lordi mensili è applicata una riduzione di 165 euro oltre al 12% sulla parte eccedente i 3.500. Per gli assegni che superano i 5 mila euro lordi mensili è applicata una riduzione di 345 euro oltre al 16% sulla parte eccedente i 5.000 euro.

La minore spesa derivante dall’applicazione di queste misure confluisce in un apposito fondo vincolato, iscritto nel bilancio regionale, che dovrà favorire politiche sociali e  fronteggiare emergenze ambientali, stabilite dal Consiglio Regionale attraverso un’apposita risoluzione. Durante l’esame annuale del bilancio preventivo del Consiglio regionale, la I Commissione consiliare darà gli indirizzi sulle priorità e sul riparto delle risorse derivanti dall’applicazione del Testo unico legge. La V Commissione (Controlli), in occasione dell’esame del rendiconto generale della Regione , svolgerà il monitoraggio e il controllo dell’effettivo adempimento degli indirizzi impartiti.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha illustrato il testo: «Abbiano operato secondo i termini previsti dalla Costituzione cioè i criteri di progressività e temporaneità». Il consigliere ha rilevato: «Nel provvedimento abbiamo specificato che, con le cifre risparmiate pari a 350 mila euro, sarà creato un capitolo di bilancio a uso esclusivo del Consiglio regionale per iniziative legate all’emergenza  ambientale o nell’ambito socio sanitario». «Oggi – ha aggiunto – abbiamo un’occasione storica per sfatare uno dei miti negativi dei cittadini sui privilegi della politica che, purtroppo, data la situazione di crisi economica che colpisce il territorio, rappresenta un tema di grande attualità che va affrontato. Dobbiamo essere orgogliosi di essere arrivati a questo punto».

Giovanni Barbagallo (Pd), pur annunciando il proprio voto favorevole, ha avanzato alcune perplessità: «Io non mi sento orgoglioso, ma voterò a favore perchè il testo prevede il contributo di solidarietà.  Credo, infatti, che a chi mi ha preceduto, dopo 30 anni di vita politica condotta spesso anche senza  prebende, vada il dovuto riconoscimento». Secondo Barbagallo la classe politica non «deve uniformarsi al pensiero che chi amministra sia un privilegiato. In questa aula – ha aggiunto – sono passati tanti galantuomini a cui dobbiamo un riconoscimento. Ricordo alle nuove generazioni che, – ha concluso – se oggi abbiano risultati importanti nella democrazia, nell’istruzione o nell’assistenza lo dobbiamo alle classi  dirigenti che ci hanno preceduto».

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha definito il provvedimento «un segnale positivo che si inserisce in un momento delicato che sta attraversando il nostro Paese. Il Consiglio regionale – ha aggiunto –  è intervenuto prima che di questo argomento si parlasse in un provvedimento nazionale.  Il nostro testo va nella direzione giusta ed è un segnale importante che dobbiamo valorizzare perché permette di fare azioni significative e dare risposte concrete in campo sociale».

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha rilevato, riferendosi alla classe politica nel suo complesso: «Finora in questo campo non è stata data sempre prova di onestà e rigore e non bisogna dare l’idea di essere privilegiati». Secondo il consigliere il provvedimento avrebbe potuto comprendere anche altre misure che riguardino i consiglieri dell’attuale legislatura «e mi auguro – ha aggiunto – che questo avvenga. Tuutavia l’unanimità di consenso che abbiamo raggiunto è già un elemento importante, soprattutto visto che le cifre ricavate andranno impegnato in ambiti precisi e per fare cose concrete».

Sergio Rossetti (Pd) ha specificato: «Questo testo esce da lungo dibattito nato, in realtà, nel precedente ciclo amministrativo» che portò all’allungamento dell’età pensionabile dei consiglieri a 65 anni. «Quella discussione è proseguita in questo ciclo amministrativo in cui adottiamo un provvedimento temporaneo,  proporzionale e progressivo». Secondo Rossetti «la richiesta di una forma di solidarietà, che è contemporanea ad una riduzione delle capacità di spesa delle Regioni, è importante». Riferendosi alle parole di Barbagallo, il consigliere ha ribadito «la necessità  di salvaguardare il lavoro che i nostri predecessori hanno fatto».

Francesco Battistini ((Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha avanzato alcune perplessità: «Abbiamo guardato nelle tasche di un altro senza guardare nelle nostre, avremmo dovuto introdurre un contributo di solidarietà anche per le retribuzioni di questo Consiglio perché sarebbe stata – ha detto – una solidarietà verso chi sta fuori dalle istituzioni e anche un patto generazionale interno. Penso dunque – ha concluso – che ci sia ancora del lavoro da fare e che si possa accostare a questa proposta di legge un contributo di solidarietà da parte di chi siede in questa aula oggi, almeno per la durata di questa norma che è, appunto, di tre anni».

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha sottolineato le iniziative che il Governo sta assumendo in questo stesso ambito e che coinvolgono anche le Regioni: «Ora diamo un segnale importante che, se pur è il primo passo, non è un gesto simbolico ma concreto secondo un concetto di giustizia sociale».

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