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“C’era la volontà di riesumare il Puc di Agostino e Segalerba con il suo cemento”

Chiavari. Ecco la nota, integrale, con cui il gruppo “Noi di Chiavari” (Roberto Levaggi, Daniela Colombo, Silvia Garibaldi) spiega i propri voti nel consiglio comunale di venerdì scorso, criticando l’operato della giunta Di Capua.

Sul bilancio, Levaggi osserva: «Abbiamo votato in maniera contraria rispetto alle pratiche di bilancio perché riteniamo che le spese per le consulenze esterne siano ancora troppo ampie, soprattutto quelle legali. Non riteniamo che questo sia giusto e crediamo che in molte occasioni si potrebbe fare a meno di questi appoggi esterni, che vanno a pesare sulle tasche di tutti i cittadini chiavaresi».

Delle opere pubbliche parla la consigliera Silvia Garibaldi: «Ci siamo astenuti – afferma – non perché siamo contrari alle opere pubbliche, ci mancherebbe. Ma riteniamo che il Comune di Chiavari, potendo contare sullo sblocco del patto di stabilità, dovrebbe investire meglio le risorse. Nel piano non c’è nulla per le piste ciclabili, nulla per la strada interpoderale di Caperana Alta, nulla per il prolungamento di viale Kasman. Somme assai modeste e insufficienti per altri progetti. Dove sono finite le varie opere che erano state promesse in campagna elettorale? Ormai ne troviamo traccia solo nel programma di Avanti Chiavari, perché questa maggioranza non le ha inserite tra quelle da realizzare».

Quanto ai parcometri, Noi di Chiavari ha seguito con attenzione la prima gara, denunciando i grossolani errori che vi erano contenuti, ha costretto l’amministrazione a riformulare il bando, ha contestato l’assegnazione: «Indipendentemente dall’inchiesta in corso presso il Tribunale di Milano, di cui ci è giunta notizia, riteniamo che nel capitolato della gara dei parcometri ci siano parecchie ombre. La gara è stata condotta in modo frettoloso e con alcuni aspetti di scarsa trasparenza. Il problema di questi parcometri e del loro malfunzionamento, poi, ci pare che sia sotto gli occhi di tutti».

Infine il Piano Urbanistico. Per Levaggi, Colombo e Garibaldi «è assai grave che l’amministrazione Di Capua abbia non solo fatto scadere il piano approvato dalla precedente giunta, ma abbia fatto volutamente e scientemente melina su questo tema. Non è vero che per redigere un piano urbanistico era necessario conoscere la collocazione del depuratore di vallata. Di Capua e colleghi, se avessero voluto, avrebbero potuto tranquillamente, in diciassette mesi, fare da zero un nuovo Puc. Non lo hanno fatto e vorremmo capire se, a questo punto, esisteva una precisa volontà di far tornare in vigore il piano Agostino – Segalerba del 2002. Tale piano ha prodotto molta cementificazione in città e altrettanta ne potrebbe ancora produrre nelle aree più pregiate, comprese le colline, tra cui quella delle Grazie. Non basta dire di non voler cementificare e poi lasciar scadere un piano che era molto più restrittivo di quello del passato. L’amministrazione Levaggi aveva respinto parecchie osservazioni che ora, scadendo il Puc, tornano tutte valide. Come si comporterà la giunta Di Capua? Continueremo a vigilare con attenzione su ogni richiesta e denunceremo con forza qualsiasi tentativo di imbruttire la città. Non vorremmo che ciò che era uscito dalla porta, ora rientrasse dalla finestra».

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