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Depuratore di vallata: tra l’ok del consiglio metropolitano, gli accampamenti di fortuna, e chi a seguito della violenta mareggiata, chiede di valutare bene il sito

Genova. Nessuna sorpresa per le votazioni odierne in consiglio metropolitano per il depuratore di vallata. Approvazione dall’assemblea per la realizzazione nel tratto terminale dell’area di colmata mare di Chiavari.

E’ stato altresì approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere metropolitano Elio Cuneo, che impone di stare nello stesso livello di spesa, 57 milioni di euro circa, come era previsto per la zona del Lido, e di affrettarsi per non rischiare di incorrere in infrazione europea.

Intanto in zona si vedono di nuovo accampamenti di fortuna, tende, materassi, sacchetti…

Ed in merito al percorso che si dovrà seguire adesso per la realizzazione del depuratore, c’è chi mette in guardia e chiede un ripensamento, anche alla luce di quanto verificatosi a seguito della recente mareggiata.

E’ il caso di Giovanni Melandri, portavoce del Comitato “Giù le mani dal fiume Entella che dice: “Per quanto avanzato il processo, che ha individuato la colmata a mare di Chiavari quale luogo deputato ad ospitare il nuovo depuratore comprensoriale da 140.000 abitanti equivalenti, è ancora possibile un ripensamento. Le recenti devastanti mareggiate dovrebbero indurre ad orientarsi diversamente. Oltretutto, per l’installazione del depuratore in tale sito, occorrerebbero circa 14.500.000,00 euro per opere di difesa a mare, i cui costi, insieme a quelli di mantenimento delle opere stesse, graverebbero sulle bollette dell’intera utenza ATO, quindi sugli abitanti della ex Provincia di Genova ora Città metropolitana. Il nostro territorio bello, ma fragile, richiede particolare cura, tanto più che i fenomeni metereologici estremi non possono considerarsi occasionali, la loro incidenza, infatti, si accresce di anno in anno. Non tenerne conto, si ritiene sarebbe un grave errore”.

Sul tema interviene anche il Movimento Cinque Stelle: il consigliere regionale Gabriele Pisani spiega: “Pur consapevole che si è perso già molto tempo per ritrovarci solamente al punto di partenza, con il depuratore comprensoriale di nuovo in colmata a Chiavari, reputo sia necessario, anzi doveroso, tenere conto delle recenti devastanti mareggiate che hanno colpito il nostro territorio e messo in crisi i nuovissimi depuratori di Recco e Santa Margherita e fare qualche riflessione in più. Siamo ancora nella fase progettuale e alcune scelte si possono rivedere alla luce dei recenti avvenimenti. Quello che è successo durante l’ultima allerta ha dimostrato che esiste una zona rossa della colmata, quella in prossimità del mare, che invece andrebbe rispettata e nella quale sarebbe più saggio non costruire, sopratutto una struttura così delicata come quella di un depuratore. Di conseguenza condivido quanto detto dal comitato “Giù le mani dal fiume Entella”: i costi aggiuntivi per le maggiori opere di difesa a mare, insieme a quelli di mantenimento delle opere stesse, sono una spesa evitabile che graverebbe inutilmente sulle bollette di tutti noi. Le ultime mareggiate hanno dimostrato che non esiste protezione così robusta da resistere alla forza del mare e sarebbe folle posizionare lì la nuova struttura, questa come qualsiasi altra, e ancora più folle spendere milioni per provare a difenderla. Se pur in grande ritardo siamo ancora in tempo per fare le modifiche sensate a questo travagliato progetto. Facciamo in modo che il tempo perso fino ad oggi, da un danno, si trasformi almeno in una grande possibilità ed evitiamo ulteriori errori inutili e scelte che nulla hanno a che fare con il bene comune. Questo tempo in più sarebbe l’unico ben speso”.

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