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Lavagna, il benefattore che si toglie la vita dopo aver visto la sua opera

Lavagna. Non aveva più altro da chiedere alla propria vita, probabilmente, dopo aver visto inaugurata l’opera che era stata il suo grande desiderio, con la quale venire incontro alle esigenze di chi vive in difficoltà.

Luigi Marini, 98 anni, lavagnese, una vita da tecnico dentista, raccontava di aver provato la miseria da giovane, prima di essere stato fortunato nella vita. Così, negli ultimi anni, aveva deciso di tramutare il palazzo di sua proprietà, quello del Bar Enrica, in via Dante, in 18 mini appartamenti, costituendo una fondazione con l’incarico di assegnarli a chi ne facesse richiesta. La fondazione è presieduta dall’avvocato chiavarese Mula e inizierà, adesso, a ricevere ed esaminare le domande: gli appartamenti andranno, ad un canone di locazione davvero minimo, a chi ne abbia bisogno, per età, reddito, inabilità al lavoro…

Ieri mattina si è svolta l’inaugurazione degli appartamenti, con taglio del nastro e benedizione del parroco, don Stefano Queirolo. Una festa, che, sebbene Marini avesse chiesto una benedizione al sacerdote, non si pensava diventasse una tragedia. Nel pomeriggio, tuttavia, il benefattore, che non era in buone condizioni di salute, si è sparato un colpo di pistola, morendo poco dopo. Lascia i nipoti e, soprattutto, lascia un sostegno fondamentale a quanti sicuramente, non ne potranno dimenticare il nome.

Di seguito le foto dei nuovi alloggi inaugurati ieri:

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