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Lavagna, “troppi debiti dimenticati dalle precedenti amministrazioni”

Lavagna. Dopo che è stata resa nota la sentenza con cui il Tribunale di Genova condanna il Comune di Lavagna a pagare oltre un milione di euro alla Porto di Lavagna, la città si interroga sul rischio di dissesto dell’ente locale, già al vaglio della Corte dei Conti. Ecco l’analisi di Andrea Giorgi, probabile candidato sindaco del movimento angavaL nel 2019:

“E’ caduta l’ennesima tegola sulla testa degli incolpevoli Cittadini di Lavagna: il Comune di Lavagna è stato condannato a pagare oltre un milione di euro alla Società Porto di Lavagna S.p.A. quale risarcimento danni per responsabilità contrattuale nella gestione del porto di Lavagna.

Non entriamo nel merito, in questa sede, della mala gestio che ha caratterizzato l’amministrazione di Lavagna negli anni e nei decenni passati: parlano i fatti.

Invece ci soffermiamo, con grande amarezza, sulla situazione contabile del Comune di Lavagna: il piano di risanamento finanziario (che doveva portare all’azzeramento dei debiti nell’arco di un decennio) approvato con deliberazione n.ro 37 del 27 ottobre 2017 dalla Commissione Straordinaria del Comune di Lavagna non è stato, invece, approvato dall’organo di controllo, cioè dalla Corte dei Conti che, con sua delibera n.ro 80 del 6 aprile  2018, ha chiesto al Comune ulteriori approfondimenti e numerosa documentazione; la Corte si è espressa ancora nei confronti del piano finanziario del Comune di Lavagna con le deliberazioni n.ro 103 e 104 del 20 giugno scorso, sostanzialmente chiedendo al Comune di Lavagna di attestare entrate certe a copertura dei debiti dichiarati, debiti che per loro mole il Comune ha dichiarato di voler coprire, questa volta, in ventisette anni.

Debiti che sono emersi, sempre più corposi, nell’arco degli ultimi mesi; debiti che sono stati, evidentemente, «dimenticati» nei bilanci delle amministrazioni precedenti e che sono stati via via «scoperti» dalla Commissione Straordinaria.

Come dicevamo, non entriamo in questa sede nel merito di quanto fatto dalle amministrazioni precedenti, ma rileviamo invece, dolorosamente, che le coperture che vengono oggi proposte dal Comune di Lavagna derivano, in gran parte, da un inasprimento della leva fiscale, cioè aliquote massime per le imposte comunali, e da atti sanzionatori, ovvero multe.

Riteniamo che Lavagna abbia in sé tali risorse da poter attingere a ben altri tipi di entrate: le spiagge più belle del Tigullio, un borgo antico ancora ben conservato, delle splendide alture, uno dei porti più grandi del Mediteranno, l’oasi faunistica dell’ Entella che è un gioiello tutelato dalla Comunità Europea, e tanto altro ancora.

angavaL preferirebbe di gran lunga che le entrate derivassero, anziché da multe e tasse, da una valida promozione del turismo, che può essere incrementato anche accedendo al “tavolo unico per il turismo nel Tigullio” proposto dai virtuosi Comuni limitrofi, dalla valorizzazione dell’artigianato e del commercio locale, da un seria pianificazione di sviluppo del porto lavagnese, da una valorizzazione naturalistica e, perché no,  sportiva della zona dell’Entella.

Ancora una volta ci rammarichiamo del fatto che a pagare i debiti contratti dal Comune di Lavagna nel corso dei decenni saranno gli incolpevoli Cittadini di Lavagna.

Sempre sperando che l’ulteriore debito derivante dalla perdita della causa con Porto di Lavagna S.p.A. non porti il bilancio al dissesto e la Città ad un ulteriore tracollo”.

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