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Sono sette i “migliori” uliveti di Chiavari

Chiavari. Sette i vincitori del premio il “Miglior Uliveto di Chiavari”, nell’ambito del concorso Premio Leivi 2018 istituito dal Comune di Leivi. Anche quest’anno il comune di Chiavari ha premiato i sette migliori uliveti cittadini, giudicati tali da un’apposita commissione di tecnici del settore, appartenenti alla C.I.A. e COLDIRETTI. Ai vincitori è stato consegnato un riconoscimento e un buono spesa per l’acquisto di materiale agricolo. Alla cerimonia c’erano il sindaco Marco Di Capua, l’assessore aal’agricoltura Gianluca Ratto, il presidente della Società Economica, Francesco Bruzzo.

Ecco la classifica dei vincitori:

1° CLASSIFICATO con punti 41 SOLARI MASSIMO

2° CLASSIFICATO, con punti 40 CAFFERATA MARIA a pari merito con CODEBO’ MARCO

3° CLASSIFICATO, con punti 37 COPELLO GIOVANNI

4° CLASSIFICATO, con punti 36 MARINONI MASSIMO

5° CLASSIFICATO, con punti 35 COPELLO GIOVANNI BATTISTA

6° CLASSIFICATO, con punti 30 COOPERATIVA NABOT

“Bisogna incentivare le eccellenze del nostro territorio, grazie ad una politica di valorizzazione e sostegno delle peculiarità della nostra città. Da piccolo produttore d’olio, conosco la fatica, il sudore e la soddisfazione che coltivare un buon uliveto genera, la manutenzione e la cura sono le basi per la buona riuscita del prodotto finale” ha detto il sindaco.

“L’olivicoltura ligure è praticata in campagne impervie, dove è difficilissimo e rischioso produrre, con costi elevati che non sempre sono compresi e accolti dal mercato. Non va dimenticato che l’olivicoltore è un custode attivo del paesaggio ed è responsabile nel contempo anche della tenuta stessa, strutturale, del territorio. Lo Stato non viene in soccorso di tali eroi, li lascia da soli, e anzi tende a penalizzarli sul piano economico, con tasse e balzelli, impedendo loro di gestire la pratica agricola senza il tormento della burocrazia” ha aggiunto l’assessore. “L’olivicoltura è spesso una pratica estrema per le difficoltà di coltivazione: a volte ci si può arrivare solo a piedi e tutto va portato in spalla. Senza una continua manutenzione, dove oggi resistono ancora gli ulivi, ci sarebbero solo rovi. I muri sono spesso di altezza notevole: quando è possibile le pietre sono posate sulle “rocche”, così il muro è costituito da una parte “naturale” e da una parte costruita dagli uomini. La stretta striscia di terreno sostenuta dai muri (detta “fascia”) un tempo era tutta coltivata e il territorio “pareva tutto un giardino”. L’altezza dei muri di sostegno è, a volte, impressionante. Dove la manutenzione è venuta a mancare si hanno crolli con la perdita di ulivi centenari: una vera tragedia. Una tragedia purtroppo sempre più comune. Per la rovina dei muri a secco, l’acqua delle piogge scende a valle violentemente provocando i noti disastri (a volte con perdite di vite umane). Ben venga, perciò, il Premio Miglior Uliveto”.

I sette vincitori per il miglior uliveto di Chiavari

 

La cerimonia di premiazione del concorso miglior uliveto di Chiavari

Il primo classificato

Secondi classificati parimerito

Terzo classificato

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