News

Rapallo rivive la “sua” Prima Guerra Mondiale: mostra con materiali inediti

Rapallo. Si apre sabato, 13 ottobre, alle 16.30 la mostra allestita a villa Tigullio (via Casale, palazzo della biblioteca e del Museo del Merletto) che sarà visitabile (con ingresso gratuito) fino al 26 gennaio 2019. Il titolo è “I Segni della Guerra – Rapallo nel Primo Conflitto Mondiale” e si tratta del momento culminante di un percorso elaborato dal Comune con la Soprintendenza. Il materiale esposto, per la maggior parte inedito, è stato oggetto di un progetto più ampio, durato due anni, che ha coinvolto le scuole del territorio, le associazioni cittadine e che ha permesso l’esplorazione, il riordino e la digitalizzazione di giacimenti documentari, archivistici, collezionistici e bibliotecari.

Si tratta di cimeli e documenti provenienti non solo dall’Archivio storico comunale di Rapallo ma anche dall’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare di Roma, dall’Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento di Genova, dall’Archivio Ligure della Scrittura Popolare dell’Università di Genova, dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, dall’Archivio dell’Associazione Mutilati e Invalidi di Rapallo, dal Museo della Croce Bianca Rapallese, dal Santuario N.S. di Montallegro, dal Museo Marinaro Tommasino-Andreatta di Chiavari e da numerose collezioni e archivi privati.

Una selezione del materiale esposto in mostra è stato digitalizzato e informatizzato ed è confluito all’interno di ArchiMeRa – Archivio della Memoria di Rapallo, una piattaforma web facilmente consultabile. In questo, fondamentale è stato l’impegno degli alunni e degli insegnanti delle scuole cittadine aderenti al progetto.

L’evento prevede inoltre una serie di iniziative collaterali, che avranno il loro clou domenica IV novembre, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze armate.

«L’iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, vuole essere un doveroso omaggio alle tante vittime, spesso rimaste anonime, che hanno sacrificato la vita per un’Italia unita così come noi la conosciamo e viviamo – sottolinea il presidente del consiglio comunale, Mentore Campodonico – Obiettivo è tenere viva la memoria soprattutto nei confronti delle nuove generazioni: bisogna conoscere la guerra per amare la pace».

Il sindaco Carlo Bagnasco si è soffermato sulle particolarità della mostra: «Abbiamo curato in maniera oculata sia l’allestimento, sia la parte grafica e la comunicazione per renderla particolarmente attraente per i ragazzi, più avvezzi agli strumenti digitali – osserva il primo cittadino – Bello anche il concetto di aprire i cassetti per visionare documenti e cimeli durante la visita in mostra: un po’ come aprire il cassetto dei ricordi in casa propria. Ringrazio il prof. Stiaccini, la dirigente Anna Drovandi, l’ufficio cultura e le scuole cittadine per l’impegno nella realizzazione di un progetto così valido e importante ».

«A volte sembra che ricordare i fatti del passato sia “fuori moda” – aggiunge il vicesindaco Brigati – Penso ad esempio ai cortei istituzionali per le varie ricorrenze civili: in certi casi si ha la sensazione di sfilare nell’indifferenza delle persone, come se le vicende drammatiche accadute in passato non potessero ripetersi. Invece non è così: se non si ha ricordo del passato, purtroppo è più facile che quello che è accaduto possa verificarsi di nuovo. Quello a cui puntiamo è tenere vivo il ricordo con questa  mostra molto particolare, che concilia uno stile tradizionale, per richiamare un pubblico più anziano, ed uno più moderno e rivolto ai giovani».

«A cento anni dalla sua conclusione, la Prima guerra mondiale è per la maggior parte dei cittadini europei evento ormai assai lontano con il quale si ritiene non avere più alcun rapporto. Eppure quel conflitto si rivelò una spaventosa catastrofe che cambiò il volto dell’Europa e che coinvolse centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini, causando deportazioni ed esodi di popolazioni e un numero indefinito di vittime – spiega Carlo Stiaccini, curatore dell’evento – Oggi è possibile raccontare quella guerra grazie ai segni (da qui, il titolo della mostra) che essa impresse su Rapallo, la sua popolazione, le sue istituzioni».

Most Popular

Torna su
error: Contenuto protetto!