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Chiavari, depuratore verso la Colmata? Intanto Grillini all’attacco su ritardi e assenza di gara

Chiavari. Novità in vista per la scelta del depuratore comprensoriale da realizzarsi a Chiavari, per il quale l’amministrazione Di Capua ha sempre detto no all’ipotesi Lido. Per sabato mattina è convocata una conferenza stampa condivisa tra Comune di Chiavari e Città metropolitana di Genova, presenti i due sindaci, Di Capua e Bucci, Antonio Segalerba e il consigliere metropolitano Roberto Cella.

Lì si dovrebbe conoscere la decisione finale. Possibile che torni in pista concretamente la vecchia ipotesi della colmata, a meno che non esca il classico coniglio dal cappello. Quanto a Preli, ultimamente, si è parlato più concretamente di uno spostamento dell’impianto rispstto ad un suo recuopero.

In questo quadro, interviene il MeetUp Cinque Stelle di Chiavari, con la seguente nota, che lamenta soprattutto il ruolo di Iren e la mancanza di una gara sulla progettazione e quindi sulla scelta della tecnologia del nuovo impianto:

“Settembre 2018 e ancora non se ne vede la fine. Colmata o Lido? Come se non ci fossero alternative di sorta e gli anni fossero passati solo per fare invecchiare le carte. Che però rimangono sempre uguali. Iren mantiene il monopolio del controllo sulle acque, del progetto del depuratore, della scelta della tecnologia di depurazione, della realizzazione dell’impianto, della sua gestione. Nessuna gara, nessuna proposta alternativa, nessuna idea innovativa, nessuno sforzo di ammodernamento, limitate valutazioni economiche e analisi costi-benefici: un affidamento diretto e decisioni votate da territori che forse nemmeno conoscono le difficoltà e le esigenze chiavaresi. Un “tutti pagano e tutti decidono” che ha ben poco di scientifico e analitico. L’Amministrazione comunale poi nel tempo ci ha messo del suo: un alternarsi di “qui sì, lì no” all’alternarsi di Giunte e Sindaci, legato a prospettive note solo a pochi – rigorosamente non ai chiavaresi – e che ha mosso critiche e apprezzamenti in base, spesso, a preoccupazioni singolari. Qual è la reale posizione dell’attuale Amministrazione, dove vuole andare? Quale anima sta prevalendo, delle (almeno) due che la compongono? Gli esempi di Santa Margherita e Recco non calzano: quei depuratori servono un territorio così limitato che paragonarli a quello previsto (imposto) a Chiavari è fuori luogo. E intanto a Preli si alzano le mani. Tanto quel depuratore deve morire. Meglio pensare ad altro, qualcosa che nasca già vecchio e che magari richieda più spazio di quello che servirebbe con tecnologie meno obsolete, in fin dei conti essendo interrato non si vedrà nulla, e la gente dimenticherà presto. Poi quando un giorno, per qualsiasi motivo, quell’impianto si fermerà non sarà solo una cittadina a subirne il disagio, sarà un comprensorio intero. La Liguria non è la pianura, non è Stoccolma: è un territorio fragile che ha bisogno di cura, di interventi che la tengano al passo con la modernità ma secondo criteri propri. Depurare è indispensabile, ma farlo male – sin dall’inizio – è pericoloso. Serve ascoltare il territorio, i tecnici che lo conoscono. Non è campanilismo, è buon senso”.

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