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Il comitato di Montepegli sostiene due famiglie delle vittime del ponte

Rapallo. Ammontano a 2.500 euro l’una, le due buste che il Comitato festeggiamenti Montepegli 2000 ha consegnato stamattina, nella sala consiliare del palazzo comunale di Rapallo.

Sono il frutto della festa patronale del Sacro Cuore di Gesù, svoltasi tra il 7 e il 9 settembre e sono destinate alle famiglie di Mirko Vicini e Bruno Casagrande, i due dipendenti Amiu vittime della tragedia del Ponte Morandi, poiché al momento del crollo si trovavano in prossimità dell’isola ecologica al di sotto del viadotto autostradale.

«Ringrazio l’amministrazione comunale per averci ospitati qui questa mattina. Abbiamo scelto di destinare il ricavato della raccolta fondi ai familiari dei due giovani dipendenti Amiu per due motivi – spiega Maurizio Vetrugno per il Comitato – Il primo: la tragica fatalità che ha segnato il loro destino. Erano assunti a tempo determinato per tre mesi, e in quei tre mesi la tragedia è costata loro la vita. Il secondo: il presidente del Comitato, Enrico Burlando, è a sua volta dipendente Amiu e si farà carico di consegnare personalmente le buste alle due famiglie, che abbiamo invitato ad essere qui oggi, ma il dolore a poco più di un mese dalla tragedia è ancora troppo forte e comprensibilmente hanno preferito declinare l’invito».

La consegna di oggi, infatti, è stata proprio a Burlando, che si farà latore verso le due famiglie.

«Il fatto che l’incontro di stamane venga ospitato nel salone consiliare è testimonianza della vicinanza di tutta la città a Genova e alle persone duramente colpite dalla tragedia immane del Ponte Morandi – sottolinea Mentore Campodonico nel fare gli onori di casa – La bella iniziativa del Comitato di Montepegli è simbolo della grande generosità peculiare di Rapallo e dei rapallesi».

Erano presenti anche il sindaco, Carlo Bagnasco, il consigliere Albino Mazzarello e l’onorevole Roberto Bagnasco, che ha manifestato il propri invito «chiaro, forte e urlato a intervenire bene, ma presto, perché Genova non può più aspettare».

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