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Santa Margherita, mercoledì la commissione anti – abusi edilizi. Poi il consiglio

Santa Margherita Ligure. Mercoledì, 26 settembre, il consiglio comunale di Santa Margherita si riunirà alle 21,  per prorogare gli incarichi alla società Progetto Santa Margherita su posti barca, security del porto e parcheggi a pagamento cittadini. Seguirà la discussione di interpellanze e mozioni delle opposizioni.

Già alle 16.30, però, è convocata la commissione territorio, voluta dal presidente, Claudio Marsano, che spiega di volere certezze sul fiorire di cantieri in città, tema sul quale i gruppi di opposizione chiedono l’istituzione di una speciale squadra di controlli nella polizia municipale: “La mia convocazione è dovuta per far chiarezza una volte per tutte sulla dimensione del problema , sulla regolarità delle procedure concesse ( sulle quali non dubito conoscendo bene la macchina comunale) sui controlli del territorio visto anche le relativamente recenti segnalazioni giornalistiche, da parte di alcuni cittadini e quelle che mi vengono rivolte quale consigliere comunale.

La mia convocazione non ha il significato di impedire un giusto equilibrio edilizio; importante che gli interventi siano rispettosi delle leggi. Purtroppo la legge più importante per una città è il piano urbanistico comunale( PUC), purtroppo questo strumento giace da 1500 giorni nei cassetti di questa amministrazione. Capisco che è difficile conciliare i desideri dei portatori di interesse ma un’ amministrazione che si rispetta si deve prendere le proprie responsabilità e più che altro deve avere le idee di come vuole vedere la città fra 10/20 anni. Meno male che rimane vigente il vecchio piano regolatore che comunque permette uno sviluppo rispettoso dell’ambiente.

La mia visione del futuro è quello di prevedere atti amministrativi che spingano al massimo la “green economy” che non vuol dire “fermi tutti” ma vuol dire invece sfruttare il nostro territorio cominciando dalla periferia avendo come finalità il recupero degli uliveti dei castagneti ed ev il reinserimento della vite o produzioni di prodotti eccellenti a km 0 , implementando quello che già qualcuno fa’ . Faccio un esempio:trovare mezzi economici e altri atti a incentivare coltivazioni autoctone a chi utilizza la legge casa realizzando volumi da 28 a 38 m2 , ( in deroga al piano regolatore generale) non solo per piccoli metri quadri intorno alla casa ma per tutto l’appezzamento di terreno di proprietà; questo produrrà una sicurezza del territorio in caso di calamità e sicuramente nuovi posti di lavoro”.

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