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La protesta degli allevatori dalla Val d’Aveto al consiglio metropolitano. E il 5 arriva Mai

Aveto. La protesta degli allevatori che aspettano i fondi del Psr da diversi anni dalla Val d’Aveto si sposta nell’aula del consiglio della Città metropolintana di Genova. Al di là delle polemiche e in taluni casi dei toni forse troppo accesi, è bene andare per ordine. Tutto nasce dall’affissione di un manifesto da parte della categoria, domenica scorsa in occasione della tradizionale festa della mucca Cabannina, a Rezzoaglio. Roberto Cella, nel doppio ruolo di rappresentante del Comune e della Città metropolitana fa togliere lo striscione e chiama i carabinieri, gli allevatori non ci stanno.

Gli animi non si placano neppure il lunedì in occasione di una riunione a Mezzanego, presente anche il sindaco, Cella, le due presidenti dei Gal, e naturalmente gli allevatori. Adesso una rappresentanza della categoria andrà a Genova, in Città metropolitana, per capire cosa accadrà concretamente, ed in attesa di avere un confronto con l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai.

“Siamo persone educate e pazienti ma c’è un limite a tutto, chiamare i carabinieri e prendere i nostri nomi per uno striscione ci sembra troppo”, racconta un allevatore.

“Noi vogliamo solo rispetto e risposte, ci fa andare avanti la passione per la nostra attività ma lavorare in Liguria è dura. L’associazione provinciale Allevatori mucca Cabannina si è formata due anni fa, quando si è sciotla quella regionale, siamo 16: 5 o 6 in Val d’Aveto.

Dicono che entro 20 giorni arrivano i fondi del 2016, mancano 2017 e 2018; Chi ha una stalla ha fatto investimenti per ottenere i finanziamenti, siamo controllati dagli ispettori del lavoro, seguiamo alla lettera ogni cosa ma poi i soldi non si vedono e se a fine anno non vengono spesi tornano a Bruxelles e scatta anche la multa. Se ci sono dei problemi bisogna risolverli, perchè il territorio è già molto fragile”, prosegue l’allevatore. “Ci sono spesso alluvioni, frane, e se non ci fossimo noi a  presidiare e lavorarci, non ci sarebbe praticamete più nessuno”.

Nel complesso ci sono circa 14 milioni di euro fermi dal 2015.  5 milioni sono per il biologico. A chi ha fatto domanda, spetta in media una cifra annuale pari a 10 mila euro.

“Io non ho nessun potere di far chiudere una stalla e non lo voglio certo fare, ho soluto chiesto con chi stavo parlando”, replica il consigliere metropolitano Roberto Cella. “In occasione della festa ho dato una mano, nell’organizzazione prima, e poi durante l’allestimento. Quando ho visto il manifesto per due ore ho chiesto chi lo aveva messo,  ho aspettato che qualcuno si facesse avanti, non era autorizzato, era su lugo pubblico, allora ho chiamato  i carabinieri solo per farlo togliere, non per schedare gli allevatori. Io sono dalla loro parte; faccio politica per passione e in maniera volontaria, se il mio territorio sta bene io ne sono felice.

Se ci sono problemi perchè mancano i fondi mi dispiace ma mi sono immediamente attivato e ho organizzato l’incontro a Mezzanego e posso già dire, ed avviseremo tutti gli allevatori, abbiamo preso i nomi apposta, che l’assessore Mai, sarà a Rezzoaglio il prossimo venerdì 5 settembre alle ore 10, insieme ai tecnici regionali, per fare il punto della situazione e sbloccarla. La cifra mi risulta comuque essere più bassa rispetto ai 4 milioni di euro, in ogni caso il dovuto deve arrivare. A me non interessano le polemiche e gli attacchi personali, voglio solo risolvere i problemi. Semplicemente non era modo e luogo di agire durante la festa”.

Intanto registriamo anche il commento dell’associazione regionale Allevatori Piemonte sezione Liguria, che ha organizzato la festa e che dice di essere stata in zona, attraverso i suoi rappresentanti, per la prima volta. “E’ andato tutto bene, siamo contenti, abbiamo avuto modo anche noi di capire quali sono i problemi e le esigenze degli allevatori.

Forse ci sono stati qualche incomprensione e toni un po’ accesi ma è comprensibile, proprio alla luce del fatto che si trascinano problematiche da tempo, ma Cella ha cercato di colloquiare per collaborare e trovare una soluzione a favore degli allevatori”.

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