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Astore, anche il consiglio regionale difende il mantenimento della sede in Val Petronio

Casarza Ligure. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno,  sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, che impegna il presidente e la giunta “ad intraprendere tutte le iniziative ritenute opportune e necessarie al fine di scongiurare lo spostamento a Casella del sito produttivo F.I.P. (Formatura Iniezione Polimeri) S.p.a. – Brand Astore – situato nel comune di Casarza Ligure”.

“La sottoscrizione dell’ordine del giorno da parte di tutti i gruppi consiliari e il voto all’unanimità dell’aula – dice il consigliere Claudio Muzio, primo firmatario del documento – rappresentano, insieme all’approvazione unanime in consiglio comunale a Casarza Ligure di un analogo documento, un importante segnale di unità delle forze politiche. Il voto di oggi esprime una forte e comune attenzione rispetto ad un problema molto sentito sul territorio e relativo ad una zona che è stata inserita dal ministero dello sviluppo economico nell’elenco delle aree di crisi industriale non complessa.

Lo spostamento a Casella del sito produttivo di Casarza Ligure – prosegue Muzio – costituirebbe infatti una grave perdita per tutto il comprensorio e avrebbe un impatto negativo sull’economia locale. Il trasferimento dell’azienda, inoltre, produrrebbe pesanti effetti sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie: i dipendenti si troverebbero di fatto costretti a scegliere tra il licenziamento e la prosecuzione del rapporto lavorativo, quest’ultimo con ulteriori difficoltà, legate alla distanza della sede (140 km giornalieri) ed alla complessità della viabilità, accentuata dal recente crollo del ponte Morandi.

Considerato inoltre che ad oggi non si ha contezza di difficoltà economiche oggettive dell’azienda che possano costituire pesante concausa di un eventuale trasferimento, e vista anche l’alta produttività dello stabilimento di Casarza Ligure, testimoniata dagli obiettivi raggiunti dai lavoratori stabiliti nei premi di risultato aziendali, vi sono tutti i motivi per impegnarsi con determinazione affinché l’ipotesi di spostamento a Casella possa essere scongiurata”.

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