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Strascichi del consiglio comunale a Chiavari: dovrà essere riconvocato entro 20 giorni

Chiavari. Discutere della Colonia Fara, dove il progetto è stato modificato a scapito degli spazi della spa, e della Fondazione Torriglia, che ha chiuso il bilancio 2017 in passivo di 210.000 euro, come riportato dal Secolo XIX di questa mattina (nell’articolo il presidente del cda, Arnaldo Monteverde, imputa la situazione a scelte della precedente gestione): lo chiedono Roberto Levaggi, Daniela Colombo e Silvia Garibaldi, che hanno già protocollato, al termine della seduta di ieri, la richiesta di riconvocare il consiglio comunale entro 20 giorni.

Ieri, la seduta è stata interrotta prima di arrivare alle due interpellanze: «E’ evidente che su Torriglia e Fara l’amministrazione Di Capua è in enorme difficoltà – commentano i tre -. Altrimenti perché non affrontare la discussione, se non si hanno problemi né si ha qualcosa da nascondere. Anche la rinuncia al ruolo di consulente all’Urbanistica del sindaco da parte del consigliere Giardini dà adito a più di un sospetto su come devono essere divisive queste due pratiche all’interno della maggioranza».

Nel contempo, i tre consiglieri di opposizione hanno votato no sulla variazione di bilancio all’ordine del giorno e relativa ai lavori pubblici.

«Non abbiamo condiviso – spiegano i consiglieri – molte delle scelte che hanno portato a questo assestamento e riteniamo per esempio troppo ottimistiche certe previsioni di entrata. Ugualmente contrario è stato il voto sul piano triennale opere pubbliche».

Tre sono le varianti, che “Noi di Chiavari” commenta così:

1) Adeguamento per l’utilizzo da parte della Guardia di Finanza di parte del nuovo Palazzo di Giustizia, «e su questa siamo d’accordo».

2) Messa in opera di una rotonda in Via Prandina al costo di più di 200 mila euro. «Su quest’opera siamo nettamente discordi poiché tale rotonda in contropendenza non è secondo noi sicura. Riteniamo inoltre che spendere tale cifra senza un piano complessivo del traffico sia uno spreco di risorse. Abbiamo un esempio di cambi alla viabilità senza un piano complessivo che è emblematico: il cambio di senso di Corso Genova senza un contemporaneo senso unico in direzione opposta in Via Castagnola ha portato solo congestione al centro poiché ben due arterie portano il traffico in centro».

3) Piazza del Buono: «siamo favorevoli alle riqualificazioni ma non a riqualificazioni fatte tanto per farle e che per accontentare tutti in realtà non accontentano nessuno».

Piazza Del buono è il polmone verde del quartiere. All’ombra degli alberi c’è l’incontro tra generazioni. Quello che è sempre emerso, già in fase di creazione della piazza, ma confermato negli incontri con le persone del quartiere, è che si voleva una riqualificazione ma non lo stravolgimento della piazza.

Manutenzione del verde, illuminazione, sistemazione dell’arredo urbano, piccole modifiche per rendere più fruibile da parte dei ragazzi e dei bambini, ma non uno stravolgimento. Il progetto adesso agli atti presenta diverse criticità.

«La pista di atletica, di misure non adeguate, proposta come pista di allenamento, appare inadeguata all’utilizzo da parte degli atleti ma anche non sicura perché la commistione tra chi fa sport ad un certo livello ed i comuni cittadini può essere pericolosa.

Se viene recintata viene levato all’uso comune e generale una porzione cospicua di piazza.

La riqualificazione così fatta elimina alberi e rischia di fare diventare la piazza dalla vera e propria agorà una zona ad uso esclusivo di chi utilizza la pista.

Ci viene detto che la pista si leva ma ne siamo certi? Fino ad ora agli atti non c’è. Dove la collocheranno allora visto che sembrava un’urgenza per alcuni consiglieri di maggioranza,  ma che osteggiata dal consigliere Giardini pare sia stralciata?».

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