La commemorazione di Cichero e la lezione dei contadini che rischiavano tutto

San Colombano Certenoli. Qui si formò la divisione partigiana garibaldina che ha sempre portato il nome della località, guidata da Aldo Gastaldi “Bisagno” e Giovanni Serbandini “Bini”. Qui, il 17 luglio del 1944, le SS incendiarono l’intero paese e fucilarono sette giovani partigiani.

Si è svolta, oggi, la cerimonia di commemorazione di Cichero, organizzata dal Comitato permanente della Resistenza della provincia di Genova, con la Messa nella località Villagrande, seguita dalla posa delle corone di alloro e dai discorsi delle autorità.

«I contadini della zona che misero a repentaglio la casa, i beni e la vita erano consapevoli che la loro solidarietà ai ribelli poteva costare tanto. Mentre i partigiani scappavano sulle montagne, loro non avevano difesa né possibilità di salvezza», ha detto Luca Borzani, storico, oratore ufficiale della manifestazione.

Per la Regione, ha partecipato il consigliere Claudio Muzio, secondo il quale «è importante non dimenticare quanto accadde allora e la lezione di coraggio, di lealtà e di amore per la libertà che la gente del nostro entroterra ci ha lasciato quando non si è piegata alla tirannia dell’occupazione nazista. In esempi come questo ci sono i valori che hanno ispirato poi i Padri Costituenti».