Sulle spiagge di Chiavari le polemiche sono roventi

Chiavari. Un appalto assegnato, l’altro in corso: è questa la situazione per la rimozione del materiale da eliminare dalle spiagge di Chiavari, concluse le operazioni di vagliatura della sabbia, e così l’amministrazione risponde alle critiche del gruppo di minoranza “Noi di Chiavari” sullo stato del litorale. “L’eliminazione del legno e degli altri residui organici ha reso la spiaggia inerte e priva di odori legati alla decomposizione del legno misto alla sabbia”, dice l’amministrazione comunale, secondo la quale, solo in un secondo tempo, si è potuto “procedere al regolare affidamento dell’appalto per lo smaltimento dei cumuli di scarto che sono oggi ancora presenti”, assegnato alla ditta Re.vetro srl di Carasco per 16mila euro per la spiaggia del porto turistico. E’ in corso, invece, l’appalto da 17.600 per la spiaggia sottostante l’hotel Zia Piera. Ricordando i costi lievitati per la rimozione delle alghe nel 2014 e l’indagine penale aperta, in un comunicato condiviso con l’assessore Massimiliano Bisso, il sindaco Di Capua attacca ancora: “Ci stupisce che da parte dell’ex Sindaco Levaggi vengano sollevate obiezioni sui tempi di esecuzione, consapevole del fatto che le spiagge del nostro litorale siano soggette a mareggiate e necessitino d’interventi proprio a ridosso dell’inizio della stagione balneare”. Marco Di Capua cita i lavori “che resero torbide le acque” a giugno 2017.

 

Replica Roberto Levaggi e tutto il gruppo di “Noi di Chiavari”: “Oggi, 26 maggio, tutti gli arenili in passeggiata sono pieni di dune con ogni sorta di sporcizia, mentre gli altri comuni della Liguria hanno già avviato con successo e pienoni la stagione balneare”. E sull’episodio di un anno fa, avanza sospetti: “Lo sversamento, per quanto autorizzato, fu compiuto alla vigilia delle elezioni dalla società Fara Srl, di cui il Dott. Luigino Bottini è amministratore e legale rappresentante. “Casualmente” lo stesso Bottini, all’epoca dei fatti, era socio nella società Tigullio Biogas Srl indovinate con chi? Con l’assessore Bisso e il presidente del Consiglio Comunale Segalerba.

Riteniamo che quello sversamento di Fara Srl potesse essere fatto in qualsiasi altro momento. Eppure fu scelto giugno. Forse influirono i rapporti di colleganza tra Bottini, Bisso e Segalerba, non già nella Fara (come si è visto), ma nella Tigullio Biogas sì: solamente un dubbio, ci mancherebbe, ma ci pare legittimo sollevarlo. Anche perché fu poi montata una polemica ad arte sulla spiaggia della Fara, contro la vecchia amministrazione”.