Lavagna. Anche le forze di centro sinistra e l’associazione “100% Lavagna” esprimono critiche sulla cessione, determinata dal Comune commissariato, delle quote di “Lavagna Sviluppo”, ed entrambe fanno sapere di aver chiesto un incontro alla commissione. Prese di posizione che arrivano dopo quella già espressa anche dal movimento civico di “angavaL”.
“100% Lavagna”, il gruppo di Mario Maggi, chiede “se prima della scelta di alienare la totalità delle quote di partecipazione detenute dal Comune nella Società (pari al 94,12% del capitale sociale) siano stati esperiti tutti i passaggi necessari a garantire il diritto di prelazione al socio di minoranza, Opera Diocesana Villaggio del Ragazzo, come previsto dall’art.8 dello Statuto dell’Ente” oppure “se sia stata presa in considerazione la possibilità di alienare non oltre il 49% della partecipazione societaria al fine di preservare la continuità di una partecipazione maggioritaria in capo ai 2 Enti che hanno finora garantito una gestione di assoluta qualità. Inoltre si vuol e capire se siano state messe in atto eventuali azioni per ottenere, dall’acquirente delle quote, garanzie sulla continuità dell’attività formativa della Scuola e della permanenza nell’ attuale sede di proprietà comunale.
Siamo convinti che dopo una serie di gestioni legate ai cicli politici di turno, la Scuola Alberghiera sia tornata ad essere un’eccellenza non solo per Lavagna ma per tutto il comprensorio. Il rischio che questo capitale umano professionale ed educativo possa andare disperso o essere penalizzato dev’essere in ogni caso scongiurato”.
La nota congiunta del centro sinistra è firmata da Marco Ostigoni per il Pd, Thomas Olcese del Pci, Nino Ciraolo di Rifondazione Comunista, Andrea Foti di Sinistra Italiana e Alessandro Pasquetti di Possibile. Questi, vogliono un incontro con la commissione “per approfondire le ragioni che hanno portato alla decisione di alienare la quota sociale di Lavagna Sviluppo detenuta dal Comune di Lavagna. La Scuola Alberghiera rappresenta un fiore all’occhiello per la Città di Lavagna e tutto il Tigullio. Vogliamo valutare se possano essere messe in campo soluzioni alternative all’alienazione completa della quota sociale e chiedere, in ogni caso, specifiche garanzie circa la continuità dell’attività formativa, la continuità occupazionale del personale oggi impiegato e la permanenza a Lavagna della Scuola Alberghiera”.