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Santa Margherita: la differenziata fa discutere, regolamenti all’unanimità

Santa Margherita Ligure. Una lunghissima discussione sulla nuova raccolta differenziata della spazzatura, con l’opposizione a contestare disservizi nel sistema e accusare la disparità di trattamento tra quartieri e condomini con tipologie diverse di conferimento, ha caratterizzato e vivacizzato, nella seconda parte, il consiglio comunale di Santa Margherita. Alla fine, è arrivato comunque il voto unanime su una mozione genericamente favorevole al principio della raccolta differenziata.

Nella prima, sulle pratiche presentate dalla giunta, invece, si è sempre avuto, oltre al voto unanime, una discussione più tranquilla. E’ passato, così, il regolamento per l’indizione del referendum consultivo cittadino, esposto da Patrizia Marchesini: lo potranno richiedere il consiglio comunale, con il voto di tre quarti dei membri, o le firme del 20% degli elettori cittadini.

Istituita, dopo la conferenza dei capigruppo che ne ha meglio definito il funzionamento, una commissione consiliare incaricata di seguire la pratica del porto: vi entrano, per la maggioranza, il vicesindaco Emanuele Cozzio e Carmela Pinamonti, per i gruppi di opposizione Jolanda Pastine, Andrea Bernardin (assente a questo consiglio) e Fabiola Brunetti. Del porto si tornerà a parlare nell’ultimo punto discusso, la mozione delle minoranze di contrarietà alle proroghe concesse alla Santa Benessere per l’elaborazione del progetto. “La proroga  concessa dagli uffici è stata una sola, credo corretta – ha detto il sindaco Donadoni – perché il termine non poteva essere considerato perentorio”. La mozione delle opposizioni è stata, dunque, respinta.

Altro regolamento passato all’unanimità, con qualche lamentela delle minoranze sull’abbandono del territorio, il regolamento che istituisce la Denominazione Comunale di Origine: sarà una apposita commissione, senza remunerazione dei membri, ad assegnarla a prodotti tipici del territorio, come il gambero rosso.

L’applauso del pubblico, entro il quale si trovavano membri dell’Anpi, ha salutato l’approvazione della mozione per i valori della Costituzione democratica nata dalla guerra di Resistenza. Il testo impegna sindaco e giunta

“A non concedere sedi comunali e suoli pubblici alle associazioni o alle manifestazioni che non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi.
Impegna altresì:

  • a continuare nella promozione di eventi culturali affinché sia mantenuta la memoria storica e sia posto all’attenzione, soprattutto delle giovani generazioni, l’affacciarsi di nuovi fascismi che mettono in discussione i principi democratici e di pacifica convivenza.
  • a dare mandato, inoltre, agli uffici comunali e/o alle competenti commissioni consiliari, di adeguare, ove necessario, i regolamenti comunali a quanto espresso dall’atto di indirizzo, subordinando la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del comune, al rispetto dei valori antifascisti sanciti dall’Ordinamento Repubblicano”.

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