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Piano del commercio, Confesercenti Rapallo: “Tempi di concertazione troppo brevi”

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Rapallo. “Tempi troppo brevi della concertazione necessaria a definire il nuovo Piano del commercio”: lo contesta Confesercenti Tigullio guardando alla bozza inviata dall’amministrazione all’associazione degli esercenti. “Considerata l’imminente scadenza di quello vigente, comprendiamo l’urgenza di dotarsi di un nuovo piano in tempi brevi – spiega il coordinatore cittadino Enrico Castagnone – tuttavia stiamo parlando di un provvedimento che necessita di un adeguato confronto con gli operatori economici e con le associazioni di categoria, onde evitare quelle sottovalutazioni e “dimenticanze” che, come insegna il recente caso Coop, rischiano di avere pesanti ricadute sul tessuto commerciale”. Entrando nel merito del documento, il rappresentante di Confesercenti invece esprime “pieno apprezzamento per le limitazioni imposte alle varie fattispecie di grande distribuzione organizzata, anche in considerazione di una sua concentrazione superiore al 73% del totale dell’attuale superficie di attività commerciali miste. Riteniamo, anzi, che i principi contenuti nel piano debbano essere ulteriormente rafforzati, in particolare per quanto riguarda il limite della superficie netta di vendita (Snv) da imporre alle medie strutture e per quanto concerne l’implementazione degli standard di parcheggio. Anche per le aggregazioni di esercizi singoli (Ags) e per le medie strutture di vendita (Msv) al di sotto degli 800 mq vanno mantenuti gli attuali 2,5 mq di parcheggio per ogni metro quadrato di Snv, escludendo dal computo della superficie gli accessi e le aree di transito e manovra. Inoltre, sulla scorta di quanto previsto dalla normativa regionale, i parcheggi pertinenziali devono sorgere necessariamente in prossimità della struttura entro un raggio, a nostro giudizio, di non oltre 50 metri”. Facendo riferimento al Testo unico regionale in materia di commercio, Castagnone invita poi a “prevedere una fascia di rispetto di un chilometro intorno al centro storico urbano ricompreso nella zona A del Piano urbanistico, entro cui impedire l’apertura di medie strutture con una superficie netta di vendita superiore ai 1.000 mq”, e offre la “massima disponibilità a collaborare alla realizzazione di un Patto d’area, in affiancamento o in sostituzione del Patto per la sicurezza di cui non si è più avuta notizia”.

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