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La patella a rischio estinzione si può salvare nel mare del Tigullio

Santa Margherita Ligure. Il progetto è nella fase operativa: alcuni esemplari di “Patella ferruginea” sono stati prelevati dall’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, e vengono, oggi, ospitati, in parte, presso il laboratorio dell’Università di Genova, in parte all’Acquario.

Sono in corso test per valutare come riprodurre questa  specie in laboratorio, in vista della successiva reintroduzione in natura, che vedrebbe come scenario l’Area Marina Protetta di Portofino, insieme, tra gli altri soggetti, a quella di Bergeggi.

Ieri, della Patella ferruginea e della sua conservazione si è discusso in un workshop, proprio presso la sede dell’Area Marina Protetta, a Santa Margherita, con una tavola rotonda che ha coinvolto soggetti italiani e stranieri. Si tratta di una delle più grandi patelle del Mediterraneo, poiché raggiunge il diametro di 9 centimetri. Un tempo diffusa in tutto il Mediterraneo, ormai è a rischio estinzione, individuata solo in piccole popolazioni collocate in aree ristretta delle coste del Maghreb, nel Mare di Alboran in Spagna, nel Sud della Spagna, nel Nord Est della Sardegna, nelle isole toscane ed in Corsica.

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