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La Chiavari Nuoto ha scelto la Fara per presentare la sua prossima gara

Chiavari. La Chiavari Nuoto ha scelto uno spazio inconsueto per la presentazione della gara con l’Arenzano in trasferta a Savona, in programma domani alle 20: al posto della piscina Ravera, la scuola Fara di Chiavari. “ Penso -dice il tecnico Mangiante -che sia importante mettere a disposizione la mia esperienza e la mia immagine a supporto del percorso adolescenziale di scolari e studenti. Sono giornate sempre nuove e divertenti e fra noi è un confronto bellissimo soprattutto per le domande ingenue che i ragazzi ci rivolgono. La nostra speranza è che qualcuno di loro sia mosso dalla passione per la pallanuoto e inizi a tuffarsi in acqua. Non si sa mai che non possano nascere nuovi campioncini o che comunque per loro inizi una strada ricca di soddisfazioni”.
Per quanto riguarda la partita, Arenzano Chiavari si può definire scontro diretto o da ultima spiaggia ?“ Diretto, sì. Non ci possiamo nascondere dietro un dito. Siamo entrambe ultime, entrambe a tre punti ed entrambe meritevoli di un alcunché di più rispetto a quello che abbiamo raggranellato.
Noi in particolare abbiamo raccolto pochissimo. L’emblema è la partita di sabato scorso contro il Plebiscito dove la squadra mi è piaciuta moltissimo per tre tempi e mezzo in una partita aperta dove entrambi siamo stati in vantaggio per poi rimontare e ribaltare il risultato, Però noi continuiamo a commettere lo stesso errore, quello di rilassarci già prima della fine della gara, pensando di aver portato a casa il risultato. Sotto l’aspetto della concentrazione, quindi, dobbiamo ancora spiccare quel salto di qualità che per ora non c’ è stato,nonostante miglioramenti sensibili si vedano rispetto alle prime partite.” Che avversario ti aspetti ? “A parte il Quinto ,che fra tutte le squadre del girone nord è quella che ha attitudini offensive marcate, anche l’Arenzano ha le caratteristiche delle altre squadre del girone: segna non molto, ma fa segnare poco. E’ una gara da affrontare con la convinzione giusta. Drammatizzare il concetto dello scontro diretto è eccessivo, quello di ultima spiaggia esagerato, quello del possibilismo perché siamo solo a un terzo del campionato e quindi c,è tempo per rimediare, è troppo blando. Occorre la giusta miscela di motivazioni con l’imperativo che negli ultimi minuti ,stanchezza o no, bisogna provare tutte le soluzioni, anche solo nervose, anche solo mentali. Se otterremo questo ,potremo arrivare a soddisfazioni e ad una posizione di classifica migliore”.

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