Genova. “Non sono stata io, e non ho detto a Paolo di uccidere Antonio” : con queste semplici parole, dopo essere scoppiata in un pianto dirotto, Genosita Barbosa, 35enne brasiliana, “ex moglie” di Antonio Olivieri, assistita dal legale chiavarese Nicoletta Peri, respinge le accuse che l’hanno fatta finire in carcere su ordine della Procura. La donna non ci sta a farsi dipingere come la mandante dell’omicidio del 50enne artigiano edile, Antonio Olivieri. L’indagata, incontrata stamattina dal suo legale, attende l’interrogatorio che avrà luogo domani in tarda mattinata.
Un particolare da non sottovalutate in questa vicenda, dove il movente sarebbe stato il denaro, è quello che riguarda la richiesta, fatta oltre un anno fa dalla donna al Tribunale, di far amministrate i suoi soldi ad un amministratore. La 35enne, nell’ottobre dello scorso anno, infatti, aveva ottenuto di avere un amministratore di sostegno che l’aiutasse, a gestire i soldi poiché era affetta da ludopatia (patologia del gioco) e per questo seguita dal Sert di Lavagna. Qualsiasi eventuale eredità, quindi, anche proveniente dalla morte di Antonio Olivieri, non avrebbe potuta gestirla se non tramite un legale, nominato dal tribunale, suo amministratore di sostegno.