Piano socio sanitario, si vota giovedì. L’intervento di Luca Garibaldi

Genova. E’ proseguita nel pomeriggio la riunione del consiglio regionale dedicata al Piano socio sanitario. La seduta riprenderà giovedì mattina (30 novembre), per chiudersi con la votazione, presumibilmente a fine mattinata. Tra gli interventi di oggi, dopo quello di Claudio Muzio, se ne registra un altro di consiglieri regionali del levante, ovvero quello di Luca Garibaldi, Pd, che così viene sintetizzato dall’ufficio stampa della Regione.

Garibaldi ha esordito criticando la decisione, assunta dalla giunta nel 2015, di attivare l’applicazione dell’addizionale IRPEF, che ha determinato un’entrata da 27 milioni per la sanità,  utilizzando così un extragettito senza, invece, razionalizzare i costi della sanità. Critiche sono state espresse anche sull’attivazione di ALISA, che avrebbe estromesso la politica e il Consiglio regionale dalle scelte strategiche sulla sanità riducendo, inoltre, la funzione di governo e di programmazione delle Asl, che manterrebbero solo funzioni esecutive. Garibaldi ha espresso forti perplessità anche sulla riforma del sistema di accreditamento che potrebbe portare ad una compressione dei costi, in rapporto ai volumi delle prestazioni, senza attenzione ai bisogni e alla qualità del servizio. Secondo Garibaldi si tratta, dunque, «di un piano di pura enunciazione e di dichiarazione di intenti» e, rispetto all’ingresso dei privati, ha aggiunto: «Non ci sarà una competizione reale fra pubblico e privato, ma si creeranno squilibri perchè non si risolveranno i problemi strutturali». «Nel Piano – ha aggiunto – non vi era piena corrispondenza tra le ASL e gli ambiti territoriali, con l’introduzione di una “area metropolitana genovese” che includeva i riferimenti territoriali dell’Asl 3 e dell’ASL 4. Un’indicazione fuorviante.  Nella descrizione della rete ospedaliera – ha aggiunto –  non vi è chiarezza nella distribuzione dei ruoli per l’attività di elezione all’interno dei tre poli ospedalieri in cui la ASL4 è organizzata e non vengono definiti con sufficiente chiarezza i percorsi per rafforzare l’integrazione dei poli ospedalieri dell’ASL 4, la centralità del polo di Lavagna e l’integrazione ospedale e territorio. Questo è solo un esempio delle criticità interpretative del Piano. Nel modus operandi della Giunta Regionale si conferma, quindi, un’impostazione spezzettata degli interventi, rimandando sempre ad un momento successivo l’applicazione, senza trasparenza rispetto al disegno complessivo. Anche il Piano – ha concluso – si conferma quindi come il tentativo di ottenere una “cambiale in bianco” per la Giunta Regionale e A.li.sa, la vera struttura operativa gestionale della sanità in Liguria».