L’Entella ed i fondi non concessi: la spiegazione della Regione

Lavagna. A seguito del dibattito in consiglio regionale, promosso dalla interrogazione di Gabriele Pisani (M5S), dall’ufficio stampa della Regione viene divulgata la spiegazione che l’assessore Giacomo Giampedrone ha fornito, in merito al mancato finanziamento (almeno sinora) che servirebbe a risistemare il tratto della sponda dall’Entella crollato nell’alluvione del 2014: una situazione che fa paura, perché lascia scoperto anche il collettore fognario.

Giampedrone, riferisce la Regione, <ha precisato che il Comune di Lavagna ha candidato il progetto di sistemazione del tratto in questione nell’ambito della procedura  attivata dalla Regione per  la programmazione dei fondi europei POR-FESR 2014-2020. In questa sede, la richiesta è stata ritenuta non ammissibile,  in quanto è un intervento di tipo manutentivo. Questa proposta,  insieme alle altre escluse per la stessa motivazione, verranno inserite  nell’aggiornamento del programma triennale di interventi per la difesa del suolo per il triennio 2017-2019 di prossima approvazione da parte della giunta regionale>. Non è detto, però, che l’opera sia interamente finanzaita, perché <Giampedrone ha puntualizzato che il fabbisogno economico per gli interventi inseriti nella programmazione regionale è decisamente superiore   alle risorse disponibili e ha specificato che il Comune di Lavagna è proprietario dell’opera  di difesa spondale sulla quale si trova la pista ciclabile. Al di sotto  della pista  in sponda sinistra  sono presenti due tubazioni, una relativa alla fognatura ed un’altra dell’acquedotto. Ha quindi chiarito che il Comune di Lavagna è tenuto alla manutenzione ordinaria  e straordinaria del manufatto e le società E.G.U.A ed Idrotigullio sono chiamate a contribuire alla spesa in proporzione al vantaggio che ne traggono>.

Dell’Entella, questa mattina, si è parlato anche in riferimento al progetto detto “diga Perfigli”, contro il quale pendono i ricorsi al Tribunale delle Acque, e per il quale non si è mai proceduto alla gara che assegnerebbe l’esecuzione dei lavori. Così dalla Regione Liguria si riporta l’intervento del consigliere del Pd, Luca Garibaldi, autore della interrogazione sul tema: <Garibaldi ha ricordato che non risulta ancora pubblicato il bando di gara per  gli interventi di mitigazione del rischio idraulico del bacino del fiume Entella e che, nel maggio 2016,  l’assessore competente aveva dichiarato che l’iter era stato sospeso, in attesa della decisione del Tribunale Superiore delle Acque: purtroppo, dopo diversi rinvii, la prossima udienza è prevista per il 14 marzo 2018. «Sottolineo il perdurare della situazione di rischio idraulico del fiume Entella – ha detto – e la dilatazione dei tempi di attuazione non è una variabile indipendente per la conferma o meno dei finanziamenti da parte dei soggetti competenti». Garibaldi ha chiesto alla giunta di attuare l’iter autorizzativo, visti i ritardi  del Tribunale Superiore delle Acque>. Giampedrone ha poi rimarcato che le cause della mancata partenza di questa gara sono dovute al fatto che le disponibilità economiche per fare una gara devono essere almeno stralciate, ma comunque presenti, per potere dare avvio al bando. <Ad oggi la Città metropolitana non ha ancora trasferito non tanto gli 8 milioni di euro che il Ministero dell’Ambiente aveva già trasferito nelle casse di Città metropolitana, ma addirittura quel primo stralcio di 3 milioni di euro che era stato concordato. Noi ci siamo già attivati con i capitoli di bilancio nella legge di variazione di previsione per gli anni finanziari 2017-2019, programmando per l’anno in corso il trasferimento di 3 degli 8 milioni di euro, che consideriamo indispensabili per iniziare tutte le attività propedeutiche all’appalto dei lavori. I solleciti a Città metropolitana sono datati: 12 agosto 2016, 6 febbraio 2017, 27 luglio 2017, 11 agosto 2017>. Giampedrone ha puntualizzato che questo è un problema che prescinde dalla capacità tecnica del tribunale delle acque perché non vi è alcun provvedimento sospensivo da parte di quest’ultimo ed ha ribadito che ad oggi a tener fermo il bando è, essenzialmente, il mancato trasferimento da parte di Città metropolitana dei 3 milioni <che noi riteniamo indispensabili per far partire almeno la procedura di gara e poi tutto l’iter dell’opera>.