Genova. Torna in vendita l’ex ospedale di via fratelli Arpe di Santa Margherita, quello dove la città sperava di vedere una piastra ambulatoriale (si chiedono 12,4 milioni di euro contro i 24 milioni dell’asta del 2013), così come Villa Ansaldo (altro ex ospedale) di Recco, in via don Polleri, stimato 530mila euro, e due immobili di Rapallo: il tiro a volo, all’asta per 120mila euro, e il magazzino di via Cerisola 39, con area esterna annessa, per 600mila euro.
Quattro anni fa, si era provato a vendere Villa Ansaldo per 950mila, il tiro a volo per 220mila e il magazzino di via Cerisola per 900mila. Con un totale di ventitré beni, tra cui quelli citati, la Regione Liguria ha bandito la nuova asta pubblica per la vendita del patrimonio immobiliare di Arte Genova, “secondo nuovi valori completamente aggiornati degli immobili che tengono conto della realtà del mercato immobiliare”, come recita il comunicato diffuso da Genova. Le offerte potranno essere presentate fino alle 12 di venerdì 9 febbraio 2018.
Il presidente, Giovanni Toti, dà un commento che si può riferire anche all’ex ospedale sammarrgheritese: «Abbiamo voluto dare un nuovo impulso al processo di alienazione del patrimonio di ARTE, aggiornando in diminuzione i valori di stima degli immobili, sulla base delle attuali condizioni di mercato – ha spiegato il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – Purtroppo, come si sa, ARTE Genova è stata costretta a indebitarsi dalla precedente amministrazione, in maniera impropria, per acquistare un patrimonio immobiliare e sanare il disavanzo sanitario, generando un indebitamento di 103 milioni di euro che sono serviti per acquisire gli immobili e valorizzarli. Un processo che ha portato ad un nulla di fatto in quanto la procedura di vendita dei beni, avviata nel 2014, non ha sortito alcun effetto ed è andata deserta». «L’avvio di un nuovo processo di alienazione dei beni di Arte – conclude l’assessore Marco Scajola – servirà a immettere risorse preziose nelle casse dell’Azienda utili per svolgere la funzione essenziale di ristrutturazione degli immobili, rimediando alla scelta disastrosa compiuta dalla precedente amministrazione».