Genova. <Con il disegno di legge 144, promosso dalla giunta Toti ed in particolare dall’assessore regionale Marco Scajola, mettiamo ordine al quadro normativo regionale sulle cave, per sostenere e rilanciare un settore importante del nostro sistema produttivo, duramente colpito dalla crisi globale degli scorsi anni. Le attività estrattive, in Liguria, danno ancora oggi lavoro a circa 700 persone; costituiscono quindi una risorsa rilevante per i nostri territori, sia dal punto di vista economico che storico>. A dirlo è il consigliere regionale Claudio Muzio, relatore di tale provvedimento, approvato con i voti favorevoli della maggioranza, l’astensione del Partito Democratico e di Rete a Sinistra-Liberamente Liguria e il voto contrario del Movimento 5 Stelle.
<Con questo provvedimento andiamo in primo luogo a sanare il vuoto normativo creatosi in seguito alla sentenza del 2016, con cui la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità di alcuni articoli della legge varata dalla precedente giunta regionale, che non tenevano conto dei vincoli ambientali e paesaggistici previsti dalle disposizioni statali. In secondo luogo>, prosegue Muzio, semplifichiamo il procedimento amministrativo relativo alle autorizzazioni, riducendone i tempi, in linea con quanto stabilito dalla disciplina sulla nuova conferenza di servizi introdotta dalla riforma Madia. In terzo luogo definiamo un termine per il completamento della sistemazione ambientale a fine coltivazione, e sanzioni per il suo mancato rispetto. Infine prevediamo un monitoraggio del sito al termine della sistemazione ambientale, al fine di ottenere per un periodo di due anni la manutenzione dei lavori eseguiti>.