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“Fa’ la cosa giusta”: Sestri Levante tra i dieci borghi italiani a Fieramilanocity

Milano. Fino al 12 marzo a Fieramilanocity, è in calendario “Fa’ la cosa giusta”, fiera di promozione del territorio con particolare attenzione al consumo critico e agli stili di vita sostenibili. Nata nel 2004, la fiera ha la finalità di far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete con il tessuto locale. L’associazione Borghi Autentici d’Italia, di cui il Comune di Sestri Levante fa parte dal 2016, èpresente con uno stand, e ha scelto di condividere lo spazio in fiera con 10 borghi particolarmente rappresentativi. Ha detto il sindaco, Valentina Ghio: <È un onore per noi essere stati scelti quali ambasciatori delle 250 realtà presenti in Borghi Autentici d’Italia insieme ad altri nove Comuni, pur essendo tra gli ‘ultimi arrivati’ all’interno dell’associazione. La partecipazione a ‘Fa’ la cosa giusta’ si aggiunge ai diversi riconoscimenti già ricevuti dai progetti che andiamo a rappresentare, un orgoglio per Sestri Levante e i suoi cittadini>.

La città dei due mari racconterà la propria esperienza legata alla raccolta rifiuti e all’adesione alla “Strategia Rifiuti Zero”, cominciata anni fa con l’eliminazione delle bottiglie di plastica nelle scuole, proseguita attraverso diversi progetti come l’installazione di erogatori di acqua potabile e la pannolinoteca e approdata al nuovo sistema di raccolta rifiuti, che ha consentito il raggiungimento del 78% di raccolta differenziata a gennaio 2017, e all’inaugurazione del nuovo Centro di Raccolta Urbano e Mercato del Riuso avvenuta a metà dello scorso mese di febbraio. Inoltre Sestri Levante illustrerà il progetto “NoiHandiamo al mare” legato alle spiagge accessibili, realizzato in collaborazione con l’associazione HoiHandiamo, che vedrà l’apertura della quarta spiaggia pubblica accessibile ai disabili nell’estate 2017. La filosofia dell’associazione Borghi Autentici d’Italia è rappresentata in questa dichiarazione: “…Queste comunità si basano su un capitale sociale, prima ancora che economico, che la crisi ha intaccato togliendo fiducia e futuro. Il loro capitale sociale è il carburante che alimenta concretamente progettualità, voglia di misurarsi sul cambiamento e sul miglioramento. Tante di queste comunità si caratterizzano con una specie di “follia visionaria”. Forse sarà questa “follia visionaria”, che coinvolge il tessuto diffuso del Made in Italy, a rappresentare una delle principali componenti dellaripresa economica e sociale di cui l’Italia ha tanto bisogno.”

 

 

 

 

 

 

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