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“Tanti piccoli depuratori”, propone il comitato. Domani l’incontro per annullare il Lido

Cihavari. Riprendere le ipotesi di svariati, piccoli, impianti di depurazione dislocati sul territorio: lo propone il presidente del comitato “Giù le mani dal fiume Entella”, Giovanni Melandri, dopo che si è diffusa la notizia che domani, 15 gennaio, in un incontro tra il sindaco di Chiavari, Marco Di Capua, quello metropolitano, Marco Bucci, e il presidente della Regione, Giovanni Toti, si deciderà di annullare la delibera del consiglio metropolitano che collocava al Lido un impianto comprensoriale, avviando uno studio per valutare, invece, un’area a Carasco.

La notizia, come facile immaginare, ha suscitato la reazione dell’amministrazione di Carasco, fortemente contraria.

Dice allora Melandri: “Si rileva la non facile disponibilità a trovare aree offerte volentieri per ospitare un depuratore dalle dimensioni di quasi un campo da calcio, in quanto, diversamente dagli altri depuratori del nostro territorio, questo è destinato ad essere terminale di un territorio vastissimo, che va dalla Fontanabuona, a Chiavari, a Lavagna, con i loro rispettivi entroterra, per non parlare del sestrese, secondo l’ipotesi presentata ed approvata in Sede ATO nel Settembre 2015, per quanto, in seguito, si sia ipotizzato, per il sestrese, un impianto autonomo.

In questo contesto, ci si chiede, se non sia opportuno pensare piuttosto ad una rete di piccoli depuratori, come da proposte che ne hanno evidenziato anche i possibili risparmi rispetto al progetto comprensoriale?

Tale ipotesi, ritenuta da molti un modo più moderno ed efficace di affrontare i problemi relativi alla depurazione, è stata, invece, in sede ATO, dapprima bollata come “della massima frammentazione“, quindi bocciata.

La polarità fra le possibili sanzioni europee, dovute all’inadeguatezza degli attuali impianti e la realizzazione di un depuratore di così grandi dimensioni, determina la perdurante situazione di stallo che probabilmente meglio potrebbe essere superata con la proposta di impianti di minore impatto”.

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