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Mirko Darar, il comico ligure che combatte l’omofobia con il sorriso, in finale a Italia’s Got Talent

Mirko Darar ha 28 anni, è nato ad Albenga e vive ad Albisola. Come ormai in moltissimi sanno, suo padre è egiziano, sua mamma è siciliana e il suo fidanzato è un tantino geloso.

E’ molto facile strappare una risata costruendosi un personaggio ad hoc oppure fare  ironia su qualcosa che non riguarda da vicino, molto più complicato è portare sul palco il proprio vissuto, la propria esperienza di omosessuale alle prese con l’ignoranza della gente e i numerosi luoghi comuni e in tutto questo riuscire a suscitare il sorriso senza cadere nella mera volgarità.

In questo sta il Talento di Mirko che quest’anno si è presentato davanti ai giudici di Italia’s Got Talent con un fisico prestante e un paio di tacchi rosso fuoco, impossibili da non notare.

Tra uno stereotipo volutamente rafforzato, un luogo comune sfatato e una battuta capace di far ridere e riflettere nello stesso tempo, il cabarettista ligure ha convinto i giurati e conquistato  il pubblico fino a guadagnarsi un posto in finale, in onda su Sky Uno e contemporaneamente su Tv 8 il 28 aprile.

Giusto per rimanere in tema, in molti hanno polemizzato lamentando il fatto che  Mirko sia in finale solo in quanto gay ma lui come ormai si è capito, su queste polemiche spicciole ci ride su e in una divertente diretta su Facebook, dove ha ringraziato i fans per le numerose proposte di matrimonio, ha detto di sentirsi già vincitore, indipendentemente da come andrà la puntata.

Conosciamolo meglio …

Ciao Mirko ben trovato. Quando ti sei avvicinato al cabaret? Come sono stati i tuoi esordi?

Ciao a tutti. Ho iniziato a fare cabaret quando avevo 20 anni in un duo comico insieme ad una amica. Ho poi proseguito la gavetta  con diversi laboratori . L’anno scorso ho messo su un trio con due ragazze ma poi ho scelto di dare vita a questa voce che c’era dentro di me e che mi spingeva a portare sul palco me stesso. Così, con un po’ di timore, ho presentato il mio monologo al capo comico che mi ha incoraggiato“.

Cosa ti frenava nel parlare al pubblico di omosessualità? Avevi paura di non essere capito?

Avevo paura che fosse troppo azzardato affrontare questo argomento in chiave ironica, temevo che la gente non fosse pronta per ridere e nello stesso tempo riflettere su queste tematiche. Devo dire che invece il mio monologo è stato da subito molto apprezzato nei locali dove sono andato a proporlo e questo mi ha dato una grande carica per andare avanti e proseguire nel mio percorso. Differentemente da quello che si può pensare, la mia comicità non è rivolta esclusivamente ai gay, anzi al contrario, è rivolta in generale a chi  è prigioniero o vittima dei pregiudizi“.

Come sei arrivato alle audizioni per Italia Got Talent? Perché hai deciso di partecipare?

Nel periodo nel quale ci sono state le ultime audizioni di italia’s Got Talent, in particolar modo,  si sentivano ogni giorno  bruttissimi casi di omofobia, così ho pensato di cogliere  l’occasione per mandare un  messaggio importante tramite la via della leggerezza e della comicità. La priorità per me era  utilizzare il mezzo televisivo e quindi la visibilità per poter arrivare a più persone possibili con la speranza di essere capito. Ero consapevole fin dall’inizio della presenza di tantissimi  talenti meritevoli e  non avrei mai pensato di arrivare in finale, è stata davvero una bella sorpresa inaspettata“.

Qual è il messaggio che speri arrivi a chi ti guarda?

Il messaggio che ci tenevo a portare, fin dalla prima puntata del programma, pensando che fosse anche l’unica, è che di omosessualità si può parlare, che non è un tabu e che non deve fare più così paura. Più se ne parla e più si riesce a combattere l’omofobia che ancora c’è ma c’è anche tantissima tolleranza, quindi coraggio!. Sono davvero felice che moltissime persone abbiano colto il mio intento e che si siano sentiti in qualche modo tutelati e protetti dal mio coming out pubblico”.

Come ha reagito il pubblico vedendoti in tv? Hai ricevuto dei complimenti particolarmente significativi?

Mi hanno scritto in moltissimi rendendomi partecipe della loro vita dimostrandomi grandissimo affetto e gratitudine. In tanti mi hanno detto che grazie a me hanno trovato il coraggio di accettare la loro omosessualità o di comunicarla ai genitori. Qualcuno ha definito la mia comicità geniale. Di fronte a tutto questo io ho già vinto”.

Che ruolo hanno i tacchi vertiginosi e rossi che indossi?

“I tacchi sono un valore aggiunto, la ciliegina sulla torta se vogliamo. Mi presento con i tacchi ma in realtà  sovverto ogni clichè. Io sono sui tacchi ma non lo do minimamente a vedere, non sculetto, non  mi atteggio,  diciamo che indosso il luogo comune e nello stesso tempo lo ribalto”.

Secondo te qual è il punto di forza della tua comicità?

La verità è che io fino ad ora ho dovuto inventare molto poco in realtà, tutto ciò che compone i miei monologhi esiste realmente, personaggi, situazioni. Non sono io ad essere comico ma è la mia vita ad esserlo“.

Ringraziando Mirko Darar per essere stato con noi, ricordiamo che potrete seguirlo e se vorrete votarlo, nel corso della finale di Italia’s Got Talent in  onda venerdì 28 aprile su Sky Uno e Tv8.

 

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