“Province senza frontiere”, presentato il tennis del futuro

Genova. Un nuovo progetto, nel mondo tennis, è stato presentato nella due giorni a Genova, e conclusasi oggi, presso la Club House di Valletta Cambiaso. La versione del “tennis 2.0”, come direbbero gli amanti delle innovazioni, è stata possibile grazie ad una sinergia fra il Comitato Regionale Ligure, l’Istituto superiore di Formazione “Roberto Lombardi” ed il Settore tecnico nazionale. E mentre poco meno di novanta fra bambini e bambine – selezionati per la Coppa delle Provincie (classe 2006/07/08) al via a breve – erano sui campi di Valletta Cambiaso per una giornata prettamente ludica, in attesa delle gare fra le quattro squadre provinciali, i genitori facevano da platea ai tecnici nazionali. Ad aprire la giornata sono stati i saluti del Presidente del Comitato Regionale Ligure, Andrea Fossati che ha presentato i tre importanti relatori: Paolo Girella, Aldo Russo e Maurizio Calcagno, quest’ultimo del settore tecnico nazionale responsabile per la Liguria. Il filo conduttore  è stato il concetto della cultura sportiva da sviluppare grazie ai progetti della Federazione. Un lavoro innovativo, partito da poco sui baby tennisti, apprezzato dalle Federazioni estere (Francia, Germania, Belgio e Grecia, fra le prime) le quali hanno chiesto una traduzione per adottarlo. I concetti spiegati da Girella, Russo e  Calcagno hanno toccato diversi ambiti: in primis, il tennis deve essere un’attività formativa prima che agonistica nel senso stretto del termine poichè i bambini devono divertirsi giocando senza sentire le  pressioni che già lo sport da. <<Il bambino è il protagonista ed è su di lui che bisogna agire prima di poter ragionare sul baby-atleta>> hanno più volte ribadito i tecnici della Federazione. <<Ed il ruolo dei genitori è quello di fare sempre meglio questa “professione” per permettere ai figli di raggiungere la massima prestazione non solo sul campo da tennis ma nella vita. Una crescita, dunque, in un contesto di qualità di gioco e divertimento>>. Si deve, quindi, modificare l’immagine che ora vede i “genitori un popolo di tifosi e non di sportivi”.

Un incontro volto a costruire un migliore movimento tennistico, partendo appunto dalle fondamenta: non tanto con “ripetizioni” di “diritto” e “rovescio” per far migliorare più in fretta  il bambino ma con l’intento di farlo crescere prima di tutto con valori sportivi, senza quella specializzazione precoce nel tennis che sempre più genitori chiedono per il cosiddetto “bene dei loro figli”.

La giornata si è conclusa fra la soddisfazione dei genitori, in un’atmosfera di festa, con un buffet dedicato ai piccoli atleti provenienti dalle quattro province Liguri che si affronteranno nelle prossime settimane.

a risposta

  1. Complimenti. Mi sembra un progetto interessante volto a quella educazione e comportamenti sui campi da tennis (e non solo) per i quali sovente se ne avverte l’assoluta mancanza anche a causa di noi adulti…

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