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Immigrazione, il no di Forza Italia al piano SPRAR nel Tigullio e Golfo Paradiso

Genova. Il coordinamento provinciale di Forza Italia, riunitosi alla presenza del coordinatore Roberto Bagnasco, del consigliere regionale Claudio Muzio e dei sindaci del territorio che fanno riferimento al partito, esprime un giudizio negativo rispetto al piano SPRAR, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, per la gestione dell’accoglienza dei migranti nel Tigullio e nel Golfo Paradiso.

 
<Sono tre le ragioni di merito che sollevano in noi molti dubbi e perplessità in ordine a questo piano, così come è stato prospettato ai sindaci>, dice Bagnasco: <innanzitutto il fatto che non vi sia sostanzialmente certezza sul numero di migranti che i comuni dovrebbero ospitare. Al di là della volontà dei proponenti, in considerazione dei continui flussi che raggiungono le coste italiane questo numero è destinato a lievitare nel corso del tempo, con tutto ciò che ne deriva in termini di impatto e sostenibilità sociale ed economica. Conseguentemente il secondo motivo di criticità attiene al tema del welfare. L’accoglienza e la solidarietà sono cose nobili, rendono più umano l’uomo e sono parte fondamentale della cultura occidentale. In quest’ottica, accogliere una persona in maniera degna comporta il poterle offrire servizi sociali all’altezza di tal nome>, prosegue. <E’ di tutta evidenza che i comuni, nelle condizioni attuali, non sono in grado di rispondere a questa emergenza. In terzo luogo non condividiamo la linea per cui debbano essere i comuni a sobbarcarsi la gestione di un fenomeno così vasto e complesso come quello dell’immigrazione, che travalica di gran lunga le possibilità d’azione, oltre che le competenze e i poteri, degli enti locali più piccoli. Altra cosa sarebbe invece contribuire, anche con sacrifici, ad un progetto governativo serio e adeguatamente finanziato. Serve un cambio di rotta>, chiude Bagnasco, <non si può andare avanti con una politica improvvisata su una questione che incide così profondamente sulla nostra società e sul suo futuro. Come afferma la ‘Carta di Genova’ sottoscritta dai tre presidenti regionali Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia, bisogna smettere di subire questo fenomeno e iniziare a governarlo, mettendo in campo, a livello nazionale ed europeo, misure efficaci e rigorose, che tengano insieme la doverosa disponibilità all’accoglienza con la necessità di parametrarla alle reali possibilità del Paese. A nostro avviso è necessario abbassare i toni per creare le condizioni per trovare risposte concrete ad un problema così delicato>.
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