Musica

Galeotto fu Sanremo giovani: Gabbani ed Ermal Meta sul podio, come un anno fa

Sanremo. Contro tutti i pronostici forse no, ma con grande stupore e un pizzico di delusione da parte di chi dava Fiorella Mannoia come vincitrice annunciata, è stato Francesco Gabbani a trionfare in  questa 67esima edizione del Festival di Sanremo.

Tra tanti figli dei talent e artisti di lungo corso, il podio ha lasciato spazio a due ex nuove proposte, due giovani talenti nati in qualche modo sul palco dell’Ariston. Nonostante Youtube e i talent televisivi sembrino ormai le uniche due strade possibili per raggiungere il successo, questo festival di Sanremo ci dimostra che forse c’è ancora spazio anche per chi sceglie altre vie per portare la propria musica. In mezzo a due recenti scoperte della musica italiana, sul podio è salita una indiscussa regina, Fiorella Mannoia, che fin dall’annuncio della sua partecipazione di quest’anno, è stata data come outsider, ma lei  ha fatto molto di più. Outfit impeccabili ogni sera, classe ed eleganza, una canzone scritta da una giovane e talentuosa autrice Amara, Fiorella ha ricevuto il premio della Sala Stampa Lucio Dalla e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Con Che sia benedetta, un brano che nonostante tutte le difficoltà celebra la vita e il suo valore, la rossa interprete conquista il secondo posto ed esce a testa altissima, da vera protagonista di questa kermesse. Il cantautore carrarese Francesco Gabbani, classe 1982, con le sue danze scatenate e i suoi testi ironici e ballabili, al limite del nonsense, è riuscito ancora una volta a mettere d’accordo pubblico e critica e a vincere il Festival. Sì perché Gabbani è l’unico che in 67 edizioni ha sbaragliato gli altri concorrenti due volte di seguito, prima da esordiente nelle nuove proposte e l’anno successivo tra i big. Una personalità travolgente, un’abilità di scrittura non comune, che unisce il basso e alto con sapienza, una ventata di aria fresca della quale si sentiva un gran bisogno. Occidentali’s Karma, un titolo apparentemente privo di significato, è già diventato un tormentone, all’esclamazione “ comunque vada sarà un successo”, Gabbani fornisce una moderna e apprezzatissima alternativa: “comunque vada panta rei e singing  in the rain”. Per Gabbani anche il Premio Tim Musica per il brano più scaricato.  

Uno straordinario epilogo del percorso sanremese anche per Ermal Meta che dal terzo posto tra le nuove proposte dell’anno scorso raggiunge il terzo posto tra i big quest’anno. Il suo brano Vietato Morire è stato molto apprezzato ed ha ottenuto il prestigioso Premio della Critica Mia Martini. Ermal Meta è anche il vincitore della serata delle cover con la sua personalissima versione di  Amara terra mia. Quest’anno più che mai, i finalisti hanno riscontrato un largo consenso facendo incetta di Premi. Unica eccezione per Al Bano, clamoroso escluso di questa edizione, che però non esce a bocca asciutta da questa edizione che non ha reso fino in fondo giustizia alla sua carriera. Per lui il Premio Bigazzi miglior arrangiamento con il brano Di Rose e di spine.

Da i talent, e precisamente da Amici viene invece il vincitore delle nuove proposte Lele Esposito, il fidanzato di Elodie che si è posizionata all’ottavo posto tra i big. Amatissimo dal giovane pubblico, Lele ha trionfato con Ora mai di Esposito, Di Benedetto, Canale, un brano non particolarmente originale, che parla della fine di un rapporto amoroso. Premio della critica Mia Maritini a Maldestro per Canzone per Federica e Premio della Sala stampa Lucio Dalla a Tommaso Pini per Cose che danno ansia.

La  finale della sessantasettesima edizione del Festival di Sanremo è riuscita a tenere incollati al televisore 12 milioni di italiani, con uno share del 58,4%, non si registravano questi risultati dal 2002.L’udienza è tolta:  Carlo e Maria sono stati abili e capaci, l’obiettivo erano gli ascolti e loro lo hanno ottenuto. Un podio che vede la storia della musica italiana rappresentata da Fiorella Mannoia in mezzo a due talenti venuti alla luce da poco, tra gli esclusi Al Bano e Gigi D’Alessio, Michele Bravi davanti a Paola Turci, Zarrilo e Masini.

Questo è il bello e il brutto del Festival, se ne parla e se ne discute mesi prima, si fanno previsioni, si dice di non guardarlo ma alla fine stupisce, appassiona e continua ad essere una parte importante della storia culturale del nostro paese… una storia che ogni anno si ripete mai uguale a se stessa. Non ci resta che aspettare che l’infernale macchina Rai si metta nuovamente in moto per la prossima edizione.

Classifica finale:

1 Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma
2 Fiorella Mannoia – Che sia benedetta
3 Ermal Meta – Vietato Morire
4 Michele Bravi – Il diario degli errori
5 Paola Turci – Fatti bella per te
6 Sergio Sylvestre – Con te
7 Fabrizio Moro – Portami via
8 Elodie – Tutta colpa mia
9 Bianca Atzei – Ora esisti solo tu
10 Samuel – Vedrai
11 Michele Zarrillo – Mani nelle mani
12 Lodovica Comello – Il cielo non mi basta
13 Marco Masini – Spostato di un secondo
14 Chiara – Nessun posto è casa mia
15 Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso
16 Clementino – Ragazzi fuori

 

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